“Non uscire se non per le cose indispensabili, rinunciando per qualche giorno ad altre attività“. Il virologo Roberto Burioni rinnova l’appello a stare a casa, commentando le polemiche sul “diritto alla corsetta” dopo le parole del ministro Spadafora sull’ipotesi di norme piu’ stringenti sullo sport all’aperto. “Sono giorni decisivi – avverte Burioni interpellato dall’AGI – e il nostro Paese è in grave pericolo. Dobbiamo in questa fase fare una divisione tra cose indispensabili e cose rimandabili. Non è questione di fare la corsetta o no, ma di ridurre al minimo il rischio. Ricordandoci che questo virus non si trasmette da solo ma tramite noi. Bisogna evitare il più possibile contatti, effettuare il distanziamento sociale, non c’è altra via al momento per contenere l’epidemia. Cosa ci vuole di più per far capire la situazione alla gente? Non possiamo assolutamente allentare la presa, tutti devono restare a casa, anche e soprattutto nelle Regioni dove i casi sono meno, proprio per evitare che esplodano altri focolai tipo Lombardia“.
“Se noi chiediamo di restare a casa, bisogna restare a casa. Il Governo sta facendo valutazioni in queste ore e se nelle prossime ore si tratterà di fare una stretta ulteriore che incide sui comportamenti la faremo. Se la gente rispetto all’appello di stare a casa va poi a fare la corsetta non va bene. Se diciamo di stare a casa e poi la spesa la fanno in tre componenti diversi della famiglia non va bene. Su questo è evidente che potrebbero esserci ulteriori restrizioni, ma più sui comportamenti che sulla quota di chi oggi deve lavorare ed è obbligato a lavorare per mantenere il Paese“. Lo ha detto a Sky TG24 il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.
Coronavirus, Prodi dà l’esempio: “corro in casa
Romano Prodi ha deciso di dare l’esempio e di non uscire per la corsetta quotidiana, lui che a 80 anni da poco compiuti è abituato a percorrere chilometri per le strade di Bologna. “Anche se ancora si potrebbe uscire, io corro in casa“, spiega il Professore al dorso locale di Repubblica. “Non esco piu’ al mattino presto, come facevo sempre quando non c’erano le restrizioni legate al Coronavirus. So che potrei ancora farlo, nei giorni scorsi lo hanno detto gli esperti. Però per evitare problemi mi limito ad allenarmi a casa mia“, prosegue l’ex premier. E così ogni mattina corre ancora, ma lo fa sul tapis roulant. “Cerco di fare quello che mi viene chiesto e anche di più. Mi sembra doveroso, nel momento in cui a tutti viene chiesto uno sforzo per combattere l’epidemia. Già quando i confini tra ciò che si può fare e non si può fare diventano labili, c’è chi tende a non rispettare le regole. Perciò me ne sto a casa e corro da solo. Sara’ ancora più bello tornare a correre all’aperto, quando tutto questo sarà passato“.

