In un video pubblicato nel nuovo spazio di informazione “Il Cnr risponde“, creato dall’ente per trattare le principali questioni di attualità, Matteo Guidotti dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche Giulio Natta del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano, elenca gli errori più frequenti nell’utilizzo delle mascherine.
“Esistono due tipologie di mascherine: quella di tipo chirurgico, ideale nel caso in cui, chi la indossi, potenzialmente infetto, contaminato o positivo, possa disporre di un filtro per non diffondere il germe patogeno nell’ambiente“, e quelle di diversa forma che, secondo l’esperto, sarebbe necessario, ai fini della loro efficacia, abbinarle anche ad appositi occhiali protettivi di tipo professionale, “perché, ricordiamoci, tra le porte di ingresso del virus, oltre le vie aeree, vi sono anche le mucose degli occhi“.
“E’ soprattutto quando andiamo a togliere la mascherina che tipicamente commettiamo degli errori“, sottolinea l’esperto, che illustra nel video che la mascherina va maneggiata soltanto toccandola dagli elastici e mai dalla parte anteriore: “Bisogna poi pensare che quando la togliamo in casa, questo possa essere un oggetto contaminato. E’ quindi assolutamente sconsigliabile lasciarlo ad esempio su un tavolo della cucina, sul mobile in bagno o comunque su parti sempre sensibili. Piuttosto è consigliabile avere una zona filtro all’ingresso della casa, eventualmente un antiporta, un corridoio, un angolo dietro la porta di ingresso o, se nel caso più fortunato una parte all’esterno della casa per chi avesse il giardino in cui lasciare questo tipo di dispositivo. Altrimenti andiamo a portare nel nostro ambiente protetto in casa l’eventuale patogeno“.


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