Coronavirus, esperto: “15 giorni di ritardo hanno impedito una decelerazione, speranza per la prossima settimana”

Il lasso di tempo trascorso "ha creato problemi e rappresenta uno dei fattori per cui dobbiamo ancora aspettare giorni per intravedere segnali confortanti"

Quindici giorni di ritardo nell’adottare misure realmente efficaci “non hanno forse permesso che l’epidemia all’inizio non crescesse cosi’ rapidamente“, a partire dalle comunicazioni della Cina, e poi a cascata in tutti i Paesi, dove tra l’arrivo dell’epidemia da Covid-19, ora classificata dall’ Oms in Pandemia, e la risposta dei Governi, il lasso di tempo trascorso “ha creato problemi e rappresenta uno dei fattori per cui dobbiamo ancora aspettare giorni per intravedere segnali confortanti”. Lo ha detto l’economista sanitario Cesare Cislaghi, che rileva una “isteresi decisionale, cioe’ la caratteristica di un sistema di reagire in ritardo alle sollecitazioni, che e’ stata purtroppo non trascurabile”. “Da noi come in tutto il mondo”, rileva Cislaghi. Che sottolinea: “Ci sono voluti 15 giorni prima di accorgersi della necessita’ di misure che sono divenute per necessita’ sempre piu’ stringenti”.

Cislaghi ricorda le partite di calcio in Italia all’inizio dell’epidemia come i segnali in Francia e Spagna, e anche negli Stati Uniti. “E’ mancata una immediata e completa presa di coscienza – dice Cislaghi – ma dobbiamo guardare alla prossima settimana e dobbiamo avere molta speranza. Il problema piu’ grave – aggiunge Cislaghi – ancor piu’ della elevata mortalita’ e’ il numero di malati che ha necessita’ di essere assistito in terapia intensiva. Rischiare di non poter curare chi magari potevamo sperare di salvare pur con molte difficolta’, e’ il vero dramma di queste ore. Il numero dei decessi cresce di giorno in giorno e anche i nuovi casi aumentano sempre ma non piu’ in modo esponenziale come giorni addietro; e’ un segnale di speranza cui vogliamo allacciarci pur senza illuderci e conservando la certezza che dobbiamo continuare ad applicare in modo scrupoloso le misure che sono state decise”.