“La fine delle misure di contenimento del coronavirus estesa fino all’estate? Non lo so, tutto e’ possibile, ancora non lo sappiamo. Finche’ non avremo una valutazione del picco della pandemia non possiamo fare questi calcoli ulteriori”. Lo ha detto Roberto Bernabei, specialista in geratria del Comitato tecnico scientifico, in conferenza stampa alla Protezione civile. “L’idea che ci possano essere degli spot nei prossimi giorni e’ possibile, ma non mi sconvolge. La cosa fondamentale e’ che ci siano focolai e che poi vengano presi provvedimenti per cercare di restringerli. La cosa fondamentale e’ l’enorme contenimento ipotizzato e vedere cosa succede tra due settimane”, ha aggiunto.
“Dall’analisi delle cartelle cliniche dei primi 355 deceduti per Covid-19 emergono dei fattori che hanno un significato precisissimo: tranne tre (lo 0,8%) che non avevano patologie concomitanti, tutti gli altri pazienti deceduti avevano una patologia (25%), due (25%) o tre malattie concomitanti (48%). Questi dati fotografano bene la realtà: ovvero che il fattore di rischio vero è avere, non solo un’età geriatrica, ma anche delle patologie concomitanti, quali ipertensione, cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, diabete”. Lo ha detto Roberto Bernabei, ordinario di Geriatria alla Cattolica di Roma, nella conferenza stampa dalla Protezione Civile di Roma. Fattore età e patologie concomitanti – ha spiegato ancora il geriatra – “portano ad una maggiore aggressività del virus, che trova in questo caso un terreno fertile e più fragile dove riesce a lavorare di più. Questo fatto fondamentale spiega anche l’eccesso di mortalità nel nostro Paese che, ricordiamolo, è il più vecchio al mondo insieme al Giappone”. A tal proposito Bernabei ha ricordato che in Italia “l’età media degli infettati è di 63 anni contro i 46 dei cinesi. Capite bene – ha osservato – che a 46 anni si reagisce molto meglio rispetto a 63. Quindi il dato generale è che abbiamo meno del 10% di mortalità sotto i 60 anni, tutto il resto riguarda la fascia di età dai 60 in sù”.
Sono 36 i decessi con Coronavirus in Italia tra gli under 50, una percentuale di 1,1%. In particolare, 9 di questi avevano meno di 40 anni ed erano 8 persone di sesso maschile ed 1 di sesso femminile con eta’ compresa tra i 31 ed i 39 anni. Di 2 pazienti di eta’ inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 7 presentavano gravi patologie pre-esistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesita’). Lo si legge nel report aggiornato dell’Istituto Superiore di Sanita’ sulle caratteristiche dei pazienti deceduti.
Secondo uno studio dell’Istituto superiore di sanità sul Coronavirus, il numero medio di patologie osservate tra i pazienti deceduti è di 2.7 (mediana 2, Deviazione Standard 1.6). Complessivamente, 6 pazienti (1.2% del campione) presentavano 0 patologie, 113 (23.5%) presentavano 1 patologia, 128 presentavano 2 patologie (26.6%) e 234 (48.6%) presentavano 3 o più patologie.
L’insufficienza respiratoria e’ stata la complicanza piu’ comunemente osservata fra i pazienti affetti da Coronavirus e deceduti. E’ quanto si legge nel rapporto sulle caratteristiche dei decessi dei pazienti affetti da Coronavirus, pubblicato oggi dall’Istituto superiore di sanita’. L’insufficienza respiratoria e’ stata infatti rincontrata nel 96,5 per cento dei casi; il danno renale acuto nel 29,2 per cento dei casi; seguito da danno miocardico acuto, nel 10,4 per cento; e dalle sovrainfezione, con l’8,5 per cento.


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