MeteoWeb»ALTRE SCIENZE»MEDICINA & SALUTE»Coronavirus, Fontana e Zaia: “decreto non ha senso, servivano misure più rigide. Ancora non ci si rende conto della gravità della situazione”
Coronavirus, Fontana e Zaia: “decreto non ha senso, servivano misure più rigide. Ancora non ci si rende conto della gravità della situazione”
Coronavirus, i governatori del Nord sono preoccupati e non condividono la leggerezza del decreto firmato dal Governo
“Personalmente sarei stato un pochino piu’ rigido nelle misure che attengono al cosiddetto distanziamento sociale, avrei cercato di impedire occasioni di contatto“: il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha commentato in questo modo, all’Indignato speciale su Rtl il decreto sul Coronavirus firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Purtroppo – ha aggiunto – la gente a ieri non si e’ resa conto della situazione. Mi hanno mandato foto di code interminabili di piste da sci, fotografie di assembramenti nei bar. La gente non ha ancora capito che e’ una situazione in cui tutti dobbiamo fare uno sforzo, rinunciare a una parte della nostra liberta’” per bloccare il contagio. “Forse – ha concluso – ci sarebbero dovuti essere piu’ impegni per mettere davanti a una realta’ oggettiva i nostri cittadini“.
“I nostri cittadini non hanno capito che questa situazione può essere superata solo se c’è la collaborazione di tutti, solo se tutti fanno qualche piccolo o grande sacrificio. Se non si cambiano certi stili di vita che ormai consideriamo assolutamente assodati, parte della nostra normalità, il virus continua a girare. Invece dobbiamo interrompere il contagio con la massima velocità e con la massima determinazione, perchè poi si può tornare a tutti gli effetti alla vita di tutti giorni senza alcun tipo di limitazione. Un piccolo sacrificio subito per evitare questo stillicidio di rallentamenti nella nostra vita“. Lo ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ai microfoni di Sky Tg 24.
“Noi veneti non ci siamo mai tirati indietro, io non mi sono mai permesso di dissentire, anche se c’erano misure che a volte avrei fatto in un’altra maniera. Ma questo decreto per un’interpretazione ha bisogno minimo di una circolare attuativa. Tutto magari ha una ratio, ma per noi veneti, in questo momento no. Di questo decreto abbiamo scoperto prima dalle homepage di alcune testate che vedendolo sulla scrivania. Un decreto come questo, cosi’ importante non abbiamo avuto modo di controdedurre perche’ avevamo chiesto di attendere almeno fino a questa mattina per poter presentare delle proposte, non e’ stato possibile“. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ai microfoni di RTL 102.5 durante “l’Indignato Speciale”. – “Il comitato scientifico della Regione Veneto – ha raccontato Zaia – questa notte mi ha preparato una relazione per dire di togliere le tre province venete che io ho mandato alle due del mattino e poi ho scoperto che avevano gia’ deciso, firmato e fatto tutto. Noi continuiamo a dire che vogliamo che le nostre tre province escano da questa idea di zona rossa, rispettiamo le regole pero’ non avere tre province dentro sulla base di quella classificazione. La gente vuole capire come regolarsi per quanto riguarda il lavoro. Io non do risposte per il Governo perche’ non l’ho scritto io. Da come l’ho letto io, e spero non ci siano altre follie, il decreto deve permettere ai cittadini di spostarsi e andare a lavorare per gli spostamenti necessari. Dopodiche’ c’e’ tutto il tema delle merci che secondo me non e’ chiaro, quello deve essere libero altrimenti vuol dire ammazzare le aziende“.