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Coronavirus, allarme dalla Francia: primi morti dalle cure con clorochina, può provocare aritmie fino all’arresto cardiaco
I trattamenti con antimalarici a base di clorochina o idrossiclorochina, nei pazienti colpiti dal coronavirus, avrebbero provocato disturbi del ritmo del cuore e arresti cardiaci in alcuni ospedali francesi
Allarme in Francia sui trattamenti con antimalarici a base di clorochina o idrossiclorochina, associate o meno all’antibiotico azitromicina, nei pazienti colpiti dal coronavirus, che avrebbero provocato disturbi del ritmo del cuore e arresti cardiaci in alcuni ospedali francesi, causando in alcuni casi la morte dei pazienti. La denuncia arriva da un farmacista di un ospedale universitario, nonché corrispondente del Centro di farmacovigilanza nella sua regione, che ha lanciato l’allarme insieme a medici infettivologi e suoi colleghi farmacisti, precisando di aver inviato la casistica all’attenzione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali (Ansm). Ieri anche l’Agenzia sanitaria regionale della Nouvelle-Aquitaine – riferisce “in esclusiva” ‘Le Point’ – ha reso noto che “sono stati segnalati casi di tossicità cardiaca nella regione a seguito dell’autosomministrazione di Plaquenil* (idrossiclorochina) da parte di pazienti che avvertivano sintomi di Covid-19″.
L’Ansm è stata allertata della difficoltà d’accesso nelle farmacie al Plaquenil e al Kaletra e al suo generico (lopinavir/ritonavir) per i malati cronici (HIV, lupus, artrite reumatoide…), ai quali sono destinati questi farmaci. L’agenzia chiede, dunque, alle farmacie “di non consegnare questi farmaci se non su prescrizione medica”. I prodotti sono fortemente sconsigliati in caso di malattie cardiache, diabete, epilessia, morbo di Parkinson, problemi nei livelli ematici di potassio o di calcio, porfiria. Devono essere evitati in gravidanza. Sono anche controindicati in associazione ad altri farmaci. I loro effetti indesiderati sono numerosi: oftalmologici, cardiaci, neuropsichiatrici, gastrointestinali, epatobiliari, ematologici e dermatologici.
Da oltre un mese la clorochina e l’idrossiclorochina sono al centro dell’attenzione in tutto il mondo, soprattutto in Francia dove l’infettivologo di Marsiglia Didier Raoult sostiene che grazie a questi ‘vecchi’ antimalarici, in commercio da una sessantina d’anni, si possa sconfiggere il coronavirus. Lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, li ha definiti “un dono dal cielo”. Raoult ha pubblicato degli studi che confermano, secondo lui, l’efficacia del trattamento contro il coronavirus. In uno studio su 80 pazienti, il direttore del noto Institut hospitalo-universitaire (IHU) Méditerranée Infection de Marseille, afferma che l’80% di loro ha conosciuto una “evoluzione favorevole” delle proprie condizioni.
Numerosi scienziati però ora indicano i limiti di questi studi, che non sarebbero gestiti secondo i protocolli scientifici standard. L’Organizzazione Mondiale della Sanità richiama alla prudenza per quanto riguarda la clorochina, a causa del basso numero di pazienti che hanno ricevuto il trattamento. Gli scienziati chiedono più pazienza, in attesa che un campione più grande e più rappresentativo di pazienti possa essere testato per periodi più lunghi.