Coronavirus: le indicazioni per il paziente cardiopatico

"Si tratta di una pandemia che riguarda tutta la popolazione ma che può provocare severe criticità, soprattutto nei pazienti cardiopatici"

MeteoWeb

Le infezioni da coronavirus COVID-19 sono ormai diventate un’emergenza sanitaria di interesse mondiale e risulta fondamentale che i pazienti cardiopatici e i Cardiologi conoscano tale patologia nei suoi aspetti epidemiologici, fisiopatologici, clinici e terapeutici, al fine di poter gestire al meglio tale emergenza, dalla prevenzione alla terapia“: lo spiega in una nota il Dott. Vincenzo Amodeo, Responsabile U.O.C. Cardiologia/UTIC P.O. Polistena.
Si tratta di una pandemia che riguarda tutta la popolazione ma che può provocare severe criticità, soprattutto nei pazienti cardiopatici con complicanze che richiedono trattamenti terapeutici intensivi.
Gli obiettivi che si sono posti le maggiori Società Scientifiche (tra queste, in prima linea l’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri) sono quelli di proporre documenti finalizzati alla riduzione delle possibilità di contagio, salvaguardando il personale sanitario, razionalizzando i dispositivi per la protezione individuale (DPI) dello stesso, nell’interesse dei malati e per rendere sempre più efficaci le cure da prestare, soprattutto nei momenti di particolare criticità.
La prevenzione e la riduzione dei contagi rappresenta l’arma vincente per rallentarne l’evoluzione, in attesa di farmaci e di vaccini specifici che tarderanno ad arrivare, per porre fine a questa tragedia umana. Ma, i decreti governativi finora adottati non sono stati sufficienti per garantire un percorso diagnostico terapeutico assistenziale ottimale. Esistono ancora molte crepe nel sistema e, solo con la collaborazione di tutti potranno essere adeguatamente colmate. Rincuora l’attivismo di molti sindaci, mi riferisco in particolare a tutti i sindaci della Piana di Gioia Tauro, che hanno adottato una serie di iniziative, utilizzando anche risorse dei loro bilanci, per garantire la massima assistenza alla popolazione che risiede in questo vastissimo territorio. Alcune di queste azioni si sono già concretizzate con l’acquisto di mascherine protettive per quanti si recano negli ospedali del territorio e con la donazione delle stesse al personale medico e infermieristico che opera all’interno del P.O. di Polistena, oltre alla possibilità di eseguire tamponi per la ricerca del COVID-19, soprattutto nei soggetti asintomatici, che rappresentano i maggiori veicoli di contagio. A riguardo meritano gratitudine il Sindaco di Polistena, di Cinquefrondi e di Cittanova, che hanno donato mascherine agli Operatori Sanitari della Cardiologia di Polistena ed avviato una battaglia di sensibilizzazione e di impegno sostanziale, a tutela dei lavoratori sui luoghi di lavoro attraverso la diffusione di DPI e l’acquisto di tamponi di pronto ed immediato utilizzo, per lo screening rapido dei portatori di COVID-19.
Azione analoga e meritoria è stata svolta dal Consiglio dell’Ordine dei medici della Provincia di Reggio Calabria, che ha deliberato la spesa di 10.000 euro per l’acquisto di dispositivi per la protezione individuale (DPI) dei medici che sono impegnati in questa lotta impari e rappresentano i soggetti più a rischio, oltre che potenziali veicoli di contagio, se non sufficientemente protetti (è in caso di ricordare che, ad oggi, risultano contagiati circa 2.700 operatori sanitari e che 14 medici sono morti sul posto di lavoro).
I pazienti cardiopatici devono essere informati della stringente necessità di non esporsi al rischio di contagio, osservando, puntualmente, le raccomandazioni governative e regionali, generali e specifiche, per il contenimento del rischio.
Un filtro importante è rappresentato dai Pronto Soccorsi dei vari ospedali sparsi sul territorio dove, al fine di evitare facili contagi, prima di effettuare consulenze specialistiche, è consigliabile eseguire una rapida intervista telefonica circa la presenza di sintomatologia influenzale e/o respiratoria. In presenza di sintomatologia sospetta, se la consulenza non è procrastinabile fino al risultato del tampone, il paziente deve essere ritenuto come positivo per COVID-19 ed è necessario adottare le misure di massima protezione, per cui la consulenza va eseguita indossando camice monouso, mascherina chirurgica, cappellino e guanti.
L’algoritmo di gestione delle consulenze cardiologiche intra-ospedaliere dei pazienti con COVID 19 o con sospetto COVID 19, prevede l’indicazione al ricovero ospedaliero solo per i pazienti sintomatici con insufficienza respiratoria che, in base alla gravità del quadro respiratorio ed alla compromissione di altri organi, vanno ricoverati in degenza ordinaria o terapia intensiva di ospedali completamente dedicati ai pazienti COVID-19 o in porzioni di ospedali dedicati ai pazienti COVID-19. Il paziente con COVID-19 senza storia di patologia cardio-vascolare non necessita di consulenza cardiologica ma solo lettura dell’ECG ed eventuali consigli terapeutici.”