La pandemia di coronavirus sta gettando il mondo nel caos più totale. Tanti i Paesi in cui i sistemi sanitari sono sottoposti a forte stress a causa dell’alto numero di malati.
L’indice di sicurezza sanitaria globale (GHS) è la prima valutazione complessiva e analisi comparativa della sicurezza sanitaria e delle relative capacità di 195 Paesi pubblicata ad ottobre 2019, poco prima che scoppiasse l’emergenza coronavirus in Cina e poi successivamente si allargasse a tutto il mondo, diventando pandemia. L’indice GHS è un progetto della Nuclear Threat Initiative (NTI) e del Johns Hopkins Center for Health Security (JHU) ed è stato sviluppato con Economist Intelligence Unit (EIU). L’obiettivo è fornire una risorsa fondamentale davanti ai rischi crescenti di eventi biologici catastrofici a livello globale.
Nel complesso, l’indice GHS svela una grave debolezza nelle capacità dei Paesi di prevenire, rilevare e rispondere alle emergenze sanitarie; gravi lacune nei sistemi sanitari; vulnerabilità ai rischi politici, socioeconomici e ambientali che possono confondere la preparazione e la risposta alle epidemie; e una mancanza di aderenza alle norme internazionali.
- Meno del 7% dei Paesi si classifica nella categoria più alta (tra 66,7 e 100) per l’abilità di prevenire l’emergenza o la diffusione di agenti patogeni.
- Solo il 19% dei Paesi riceve il punteggio massimo per rilevazione e segnalazione.
- Meno del 5% dei Paesi si è classificato nella categoria più alta per la capacità di rispondere rapidamente e mitigare la diffusione di un’epidemia.
- Il punteggio medio degli indicatori del sistema sanitario è di 26,4 su 100, ossia la categoria più bassa (0-33,3).
- Solo il 23% dei Paesi si classifica nella categoria più alta per gli indicatori relativi all’efficacia del governo e del loro sistema politico.

La maggior parte dei Paesi non ha le capacità dei sistemi sanitari fondamentali che sono vitali per la risposta ad epidemie e pandemie. La coordinazione e la formazione sono inadeguate tra i professionisti della sanità pubblica, i veterinari e i responsabili politici. Migliorare il rispetto delle norme internazionali di sicurezza e sanità è fondamentale.
Insomma, da questo rapporto non emerge assolutamente una preparazione adeguata dei Paesi alla minaccia di una epidemia o pandemia e la situazione in cui ci troviamo in questo momento, purtroppo, ne è la conferma.
Secondo questo speciale indice, nel complesso, gli Stati Uniti sono il Paese più preparato ad affrontare questo tipo di emergenze con un punteggio di 83, seguiti da Regno Unito (77), Paesi Bassi, Australia, Canada (75), Thailandia (73), Svezia (72), Danimarca, Corea del Sud (70). L’Italia raggiunge solo un punteggio di 56 punti (31° posto), ed è dietro anche a Francia (68), Germania (66) e Spagna (65).
