Coronavirus, Ippolito (Spallanzani): “Le situazioni di emergenza possono aprire la porta a chi vuole fare business”

"Tante delle cose proposte non sembrano avere grande spazio applicativo": lo ha dichiarato in un'intervista a Repubblica Giuseppe Ippolito

Le situazioni di emergenza possono aprire la porta ad appetiti di chi vuole fare mercato. Nella validazione di strategie terapeutiche ci sono sempre, anche in fase emergenziale, da fare molti passaggi imprescindibili, come studi e verifiche di reale efficacia. Chi usa soldi pubblici ha una responsabilità sociale. Tante delle cose proposte, comunque, non sembrano avere grande spazio applicativo“: lo ha dichiarato in un’intervista a Repubblica Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, in riferimento alle nuove terapie indagate contrastare il Coronavirus e, in particolare, l’antivirale giapponese che sarà testato anche in Italia. “Il favipiravir è stato proposto come farmaco in grado di risolvere il problema di Covid-19 senza che vi fosse una solida base scientifica. Lo dice la stessa azienda. Diverso è il discorso di promuovere in un Paese come il nostro, che ne ha tutte le possibilità, studi seri, e condotti rapidamente ma in maniera rigorosa e centralizzata, governata dall’Aifa“.
Diffondere speranze senza prove scientifiche sufficienti vuol dire abusare di una situazione di fragilità e sensibilità emozionale che si configura sempre in situazioni come queste“.
La pressione da parte di chi vuole vendere sostanze, preparati e dispositivi che ritiene miracolosi cresce ogni giorno e rischia di distoglierci dalle cose serie. Bisogna che venga dato un freno a queste pratiche che cercano di bypassare i canali regolari di valutazione. In emergenza sarebbe opportuno che venisse perseguito penalmente chi diffonde informazioni non basate su chiare evidenze scientifiche. Lo stesso andrebbe fatto per chi mette in commercio attraverso i media dispositivi di scarsa qualità e a prezzi da borsa nera. Una raccomandazione per tutti: non date credito a notizie false e a pericolose illazioni“.

Fioriscono le offerte” anche agli ospedali “di sistemi di decontaminazione, sostanze ad azione disinfettante, apparati per la purificazione dell’aria, prodotti per il trattamento di superfici, lampade germicide, etc. Per la maggior parte delle proposte non ci sono basi scientifiche, ma solo il desiderio di trovare una nicchia di mercato grazie a Covid-19. Le normali sostanze disinfettanti esistenti ed a basso costo funzionano benissimo contro questo virus“, spiega Ippolito.