Coronavirus in Italia: “E’ una guerra: l’onda è partita e non sappiamo quando riusciremo a fermarla”

Coronavirus, D'Angelo: "E' una guerra sì. La pressione è fortissima perché è difficile individuare il perimetro del contagio. I numeri sono in aumento"

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Siamo a disposizione di tutte le Regioni, in particolare di quelle dove l’emergenza è di massimo livello. Accusarci di ostacolare il reperimento di mascherine e altre attrezzature è falso oltre che ingiusto“: lo ha dichiarato Luigi D’Angelo, responsabile delle emergenze per la Protezione civile, in un’intervista a ‘Il Corriere della Sera’.
Tutto quello che abbiamo, trasferiamo alle Regioni per cercare di ovviare alle carenze. Al momento non abbiamo altre mascherine, ma la Lombardia ne ha avute un numero superiore a quello delle altre proprio perché è in una situazione drammatica“.
Io credo che il nostro capo Angelo Borrelli abbia ben chiarito, con l’invito a non alimentare le polemiche in un momento tanto drammatico, dia il senso del nostro atteggiamento e del lavoro che stiamo facendo. Le tempistiche per avere le attrezzature sono lunghe, almeno 15 giorni. Per allestire un ospedale ci vuole un mese. Ma il vero problema è il personale: ci volevano almeno 400 medici e 800 infermieri e non abbiamo la possibilità di destinare tutte queste forze per una nuova struttura. Per questo abbiamo preferito aumentare i posti letto in altri ospedali in modo da poter procedere in pochissimi giorni“. “E’ una guerra sì. La pressione è fortissima perché è difficile individuare il perimetro del contagio. I numeri sono in aumento, abbiamo moltissime vittime. L’onda è partita molti giorni fa, non sappiamo quando riusciremo a fermarla“.