La Spagna segue il ‘modello’ dell’Italia, visto che è il secondo Paese in Europa per numero di casi di coronavirus, con oltre 6.000 casi e 189 i morti, secondo gli ultimi dati del ministero della Salute e delle comunità autonome, citati da El Pais. La situazione preoccupa il governo al punto da mettere sul tavolo un decreto che vieta tutti gli spostamenti salvo per caso di necessita’. E’ atteso nel pomeriggio un discorso del premier, Pedro Sanchez, che ha dichiarera’ lo stato d’allerta e annuncera’ i provvedimenti. Per due settimane “i cittadini potranno circolare solo lungo le strade per uso pubblico per acquisto di alimenti, prodotti farmaceutici e generi di prima necessita’; assistenza ai centri sanitari; recarsi sul posto di lavoro per svolgere le proprie attivita’ lavorative, professionali o commerciali; rientro nel luogo di residenza abituale; assistenza per persone bisognose; spostamento verso entita’ finanziarie e per cause di forza maggiore”. A Madrid, dopo la chiusura di bar e ristoranti, è la volta dei parchi.

Le forze di sicurezza, inclusi i Mossos d’Esquadra (polizia della Catalogna), l’Ertzaintza (Paesi Baschi) passano sotto l’autorita’ del ministero dell’Interno. Le autorita’ potranno richiedere l’intervento delle forze armate. Confermata la chiusura delle scuole e delle strutture ricreative, culturali e sportive. Il decreto stabilisce anche la centralizzazione del sistema sanitario nazionale “sotto gli ordini diretti del ministro della Salute”. Nel campo della giustizia, da oggi, i termini previsti dalle leggi procedurali sono interrotti, sebbene nei casi che si trovano nella fase investigativa al giudice sara’ permesso di ordinare azioni che non possono essere rinviate. Nell’amministrazione pubblica scadenze sono sospese. Misure che entreranno in vigore oggi, ad eccezione delle disposizioni sulla circolazione delle persone, che scatteranno lunedi’ alle 8. Il termine iniziale dello stato di allerta e’ di 15 giorni, che puo’ essere prorogato con l’autorizzazione del Parlamento, dove i partiti principali hanno gia’ garantito il loro sostegno. La compagnia aerea low cost inglese Jet2 ha cancellato tutti i voli per la Spagna e cinque aerei gia’ in viaggio sono tornati verso il Regno Unito. Il Marocco ha chiuso i collegamenti marittimi allo Stretto di Gibilterra e centinaia di marocchini, alcuni provenienti anche dall’Italia, sono rimasti bloccati nella citta’ portuale di Algeciras.


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