Coronavirus, Laura Castelli: “Finora troppa poca attenzione su temi come il congedo parentale e lo smart working, dobbiamo colmare il gap”

Il viceministro Laura Castelli è stata intervistata su Radio Cusano Campus riguardo le ricadute dell'emergenza Coronavirus sull'economia italiana

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Il viceministro dell’Economia Laura Castelli (M5S) è stata intervistata da Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus riguardo le ricadute dell’emergenza Coronavirus sull’economia italiana.
Riguardo il nuovo decreto Castelli ha spiegato: “Per le imprese stiamo lavorando ad un pacchetto di sostegno per quel che riguarda il credito, quindi da una parte la sospensione dai mutui, dall’altra la possibilità di avere più tranquillità per le imprese che hanno poca liquidità. Per le famiglie invece è necessario creare delle misure che possano permettere la tranquillità in un momento così particolare soprattutto dopo la decisione di chiudere le scuole. Crediamo si debba permettere almeno a un genitore di poter stare a casa. Stanno andando molto bene le attività di smart working nelle aziende. E poi non ci dobbiamo dimenticare degli autonomi e dei professionisti. Una fetta corposa di questi 7 miliardi e mezzo andrà proprio alle famiglie senza dimenticare i lavoratori autonomi. Il fatto che al ministero del lavoro, dell’istruzione, della famiglia e della funzione pubblica ci siano delle donne fa sì che ci sia maggiore sensibilità sui temi legati alla famiglia. Ci sono dei temi delicati che spesso la nostra società ha preso sottogamba come il congedo parentale e lo smart working, forse è il momento di dare più attenzione a questi temi. Ci sono molti gap che vanno colmati. Credo che queste cose vadano finanziate, indipendentemente dall’emergenza, per sostenere un Paese che sulla carta ha aderito ad un’Europa che assicurava che in momenti di crisi avrebbe sostenuto la spesa, cosa che non è stata fatta ad esempio sulla sanità. Gli strumenti che stiamo costruendo dovrebbero essere assolutamente straordinari perchè la situazione è straordinaria. Bisogna adottare misure con diverse sfumature. E’ la prima volta che succede una cosa di questo tipo, bisogna aguzzare l’ingegno. Stiamo lavorando anche per programmare il post emergenza, per sostenere una ripresa dell’economia nel secondo semestre dell’anno. Vogliamo sbloccare 110 miliardi per opere già programmate, che per lunghezze burocratiche sono ferme. Si può utilizzare il modello usato per Genova, che ha funzionato“.