Coronavirus, lunedì sarà il giorno della svolta: ci potrà essere una riduzione dei contagi e il paziente 1 sarà dimesso

Lunedì sarà un giorno cruciale nella lotta al Coronavirus: potremo vedere un calo dei contagi e lo stesso giorno il paziente 1 sarà dimesso

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“Mattia, il paziente 1, al più tardi lunedì sarà dimesso“. E’ questo l’annuncio fatto dall’assessore regionale al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, durante la quotidiana diretta su Facebook per fare l’aggiornamento sulla situazione del Coronavirus in Lombardia spiegando che “sta molto meglio“. Esaminando la situazione attuale che fa ancora registrare una crescita dei contagi e dei decessi, Gallera ha ricordato che “tutti gli esperti ci avevano detto che i giorni più duri sarebbero stati sabato e domenica, vale a dire il 13esimo e il 14esimo giorno dall’introduzione dell’effettiva misura di contenimento. Da lunedì, quindi, auspichiamo di avere una riduzione del contagio“.

Iss, rispetto misure o non si ferma

E’ tassativo il rispetto delle misure prese dal Governo, e’ un segnale forte per dire che non abbiamo ancora preso sufficientemente sul serio il pericolo. Ci sono ancora situazioni dove con la scusa di fare due passi si fanno assembramenti. Le scappatoie danneggiano noi stessi e i nostri cari e le persone piu’ fragili sono gli anziani. Servono meccanismi di rispetto sistematico delle misure, senza non saremo in grado di allentare la diffusione del virus“. Lo ha detto Silvio Brusaferro, direttore dell’Iss. “La misura chiave e’ ora rispettare le regole senno’ e’ un problema per i nostri vicini, per gli anziani, per i nostri figli piu’ fragili e parte della societa’ che piu’ viene colpita ma cio’ puo’ avere effetti nefasti. Il distanziamento e’ l’elemento chiave, si possono fare altre riflessioni ma ribadisco che ci puo’ essere un impatto attenuato con comportamenti consapevoli“.

Cinque giorni fra sintomi e diagnosi

Le caratteristiche delle popolazione colpita confermano lo scenario già tratteggiato a inizio epidemia: una età mediana piuttosto elevata, in media 63 anni” dei contagiati, “mentre per le morti si sale a 80 anni. La popolazione maschile è più colpita rispetto a quella femminile e il tempo mediano tra sintomi iniziali e diagnosi è di 5 giorni. Questa è la sfida che dobbiamo vincere, perché prima diagnostichiamo e isoliamo le persone con sintomi e meglio è”. Lo ha evidenziato Bursaferro che ha parlato di “un numero di deceduti piuttosto elevato, ma quando andiamo a vedere la caratteristiche sono purtroppo quelle già tratteggiate: età media 80 anni e presenza di più patologie, complicanze di insufficienza renale e respiratoria, e i sintomi più rilevanti che sono febbre, tosse e dispnea. Ovviamente soffriamo quello che prima era uno dei vanti del nostro Paese e del sistema sanitario: avere una popolazione anziana con elevata e ottima sopravvivenza anche con molte patologie. Ora questi sono i pazienti particolarmente fragili e suscettibili“.