Coronavirus, medici morti, è un bollettino di guerra: “L’Italia non ha bisogno di martiri, né di disertori. Le istituzioni ci proteggano”

Aumenta il numero dei medici italiani caduti a causa del coronavirus: "vogliamo continuare a fare il nostro lavoro in prima linea ma in sicurezza"

Si allunga ancora il ‘bollettino di guerra’ dei medici italiani caduti a causa del coronavirus, che sale 51 morti. In poche ore sono stati registrati altri 5 nuovi decessi: due medici di famiglia di Piacenza, Abdel Sattar Airoud e Giuseppe Maini e Luigi Rocca, pediatra sempre di Piacenza, Maurizio Galderisi, cardiologo e professore di Medicina interna all’Università Federico II di Napoli e Leone Marco Wischkin, medico internista a Pesaro-Urbino. A comunicarlo è la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), che cura una pagina del suo sito listata a lutto.

sanità stetoscopio medici“Si allunga la lista di medici vittime sul lavoro del Covid19, e, nonostante gli appelli di sindacati, ma soprattutto delle massime istituzioni ordinistiche, secondo Federazione Italiana Sindacale medici Uniti, sono ancora molte le disfunzioni, anzi i gravi problemi, che si riscontrano negli ospedali, nel territorio, nel sistema di emergenza e urgenza. A grave danno di cittadini e operatori del SSN“. Lo scrive in una nota la Fismu, Federazione Italiana Sindacale dei medici Uniti. “Infuriano le polemiche e anche, purtroppo, gli inviti a incrociare le braccia in un momento cosi’ difficile per l’Italia– sottolinea Francesco Esposito, segretario generale Fismu- ma le preoccupazioni e il disagio, anzi anche la paura, sono comprensibili e giustificate, perche’ la risposta del Governo tarda ad arrivare su tutto il territorio nazionale, le decisioni delle regioni sono contraddittorie, quelle delle aziende sanitarie confuse. E sono molti, troppi, i medici vittime di questo tremendo coronavirus in prima linea.

Il Governo batta un colpo, il ministro Speranza intervenga- attacca il segretario generale Fismu– che si faccia funzionare il coordinamento con le Regioni. Abbiamo una priorita’, cioe’ fermare l’emergenza senza avere altre vittime di operatori sul campo, e quattro obiettivi urgenti: dispositivi di sicurezza adeguati e in numero sufficiente, tamponi al personale sanitario (e a campione anche alla popolazione asintomatica e a quella monosintomatica), immunita’-scudo legale per la durata della crisi per tutti i professionisti del SSN, dematerializzazione di tutte le ricette di farmaci in tutte le regioni per svuotare gli ambulatori dalla burocrazia e dal rischio contagio”. “In queste settimane- conclude Esposito- con il nostro sacrificio, e la nostra professionalita’, affrontiamo un crisi unica e drammatica che coinvolge le vite di amici, di parenti, di concittadini, i nostri pazienti, il destino del nostro Paese: noi vogliamo continuare a fare il nostro lavoro in prima linea ma in sicurezza, l’Italia non ha bisogno di martiri, ma di medici che non hanno fatto mai un passo indietro (ne’ disertato). Ma sia chiaro: alle Istituzioni spetta il compito di tutelare davvero i migliaia di camici bianchi che lottano contro il coronavirus. Non come e’ successo fino ad oggi. Urgente un cambio di rotta, azioni concrete immediate e tangibili. Se non ora, quando!“.