Coronavirus, medico scatta selfie dopo 13 ore in terapia intensiva: “Non sono e non mi sento un eroe. Tutto questo passerà”

Coronavirus, medico: "Dopo 13 ore in Terapia Intensiva, dopo essermi tolto tutti i dispositivi di protezione, mi sono fatto un selfie. Non sono e non mi sento un eroe"

Non amo i selfie. Ieri, però, questa foto me la sono scattata. Dopo 13 ore in Terapia Intensiva, dopo essermi tolto tutti i dispositivi di protezione, mi sono fatto un selfie. Non sono e non mi sento un eroe“: lo ha raccontato Nicola Sgarbi, giovane medico specializzando, in un post pubblicato lo scorso 14 marzo sul suo profilo Facebook. Lo scatto ritrae il volto affaticato e segnato, simbolo della lotta dei medici contro il coronavirus, dopo ore di lavoro nel reparto di Anestesia e Rianimazione dell’azienda ospedaliera universitaria di Modena.
Sono una persona normale, che ama il suo lavoro e che, ora più che mai, è orgoglioso e fiero di poterlo fare dando tutto se stesso in prima linea insieme ad altre meravigliose persone (medici, infermieri, oss, tecnici, addetti alle pulizie).
Per questo non mi importa delle tante ore al lavoro, dei segni addosso, del mal di schiena, della stanchezza, dei pasti saltati e di tanto altro.
Tutto questo passerà.
Passerà anche grazie a voi e al vostro impegno e ai vostri sacrifici.
Passerà se saremo uniti in un unico immenso sforzo comune.
Non mollate. Mai.