Coronavirus, Galli: “Il numero reale di contagiati è più alto. Non si stanno facendo abbastanza tamponi”

Coronavirus: "Non si stanno facendo abbastanza tamponi, basti dire che la Corea del Sud ha un tasso di letalità dello 0,88%, mentre in Italia è del 6,6%"

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La notte e’ ancora abbastanza fonda purtroppo, i casi ufficiali sono il prodotto della circolazione del virus delle scorse settimane, sono prevalentemente sintomatici, ma non abbiamo avuto una sufficiente inchiesta epidemiologica sugli asintomatici. Quindi il numero reale di contagiati e’ piu’ alto di quello ufficiale“: lo ha affermato il direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale “Sacco” di Milano, Massimo Galli, facendo il punto sull’emergenza Coronavirus a “Circo Massimo” su Radio Capital. “Non si stanno facendo abbastanza tamponi, basti dire che la Corea del Sud ha un tasso di letalita’ dello 0,88%, mentre in Italia e’ del 6,6%. Da noi e’ molto piu’ rappresentata la componente di asintomatici. Abbiamo piu’ contagiati dei casi per ora accertati e la letalita’ e’ piu’ alta perche’ stiamo facendo i calcoli solo su quelli sintomatici e non sulla stima globale“.

Il numero dei tamponi effettuati, per Galli, e’ “un problema di ordine organizzativo, si sta facendo gia’ uno sforzo immane per far funzionare gli ospedali ma manca molto un intervento territoriale reale. In Veneto c’e’ stato, nella zona di Vo’, sono stati fatti tantissimi tamponi e si sono visti stati risultati. La scelta di non farne altrettanti in altre zone per me e’ discutibile, anche se probabilmente e’ dovuta alla disponibilita’ negli spazi di laboratorio nel fare tutti questi tamponi. La battaglia si vince nei territori, come sul campo di battaglia. Gli ospedali sono nelle retrovie, se continuano ad arrivare feriti, non riusciranno mai a reggere. Il circolo vizioso va interrotto sul campo. C’e’ da coinvolgere di piu’ la medicina territoriale per ridurre la portata del virus“.

Alcune considerazioni dipendono da competenze diverse dalle mie, la mia impressione pero’ e’ che le misure prese siano importanti e potranno portare a risultati importanti“, prosegue Galli. “Il distanziamento sociale e’ pesante da attuare ma dobbiamo capire che e’ il modo piu’ diretto per arginare la malattia. Probabilmente andra’ fatto di piu’ in determinate zone del Paese, Lombardia e province limitrofe, dove il virus e’ potuto circolare piu’ a lungo e indisturbato“.
Quando capiremo che queste misure ci stanno portando a vedere la luce in fondo al tunnel? “Ottimisticamente in due settimane. Faccio un paragone – aggiunge il primario del ‘Sacco’ – a Wuhan attorno al 25-26 gennaio c’era un numero di casi paragonabile a quello della Lombardia al 3 di marzo. E noi abbiamo avuto 3-4 settimane il cui il virus ha circolato liberamente. Questa e’ una bestia che ci ha invaso e che ci terra’ compagnia per un periodo ancora non breve e la mobilitazione di tutti e’ fondamentale perche’ questo periodo venga accorciato”.