Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli si dice “sconcertato” dalle parole pronunciate Fortunato Paolo D’Ancona, componente del gruppo di lavoro dell’Istituto Superiore di Sanita’ sulla prevenzione e gestione delle infezioni. Nel corso di una conferenza stampa, sull’elevato numero di operatori sanitari contagiati, D’Ancona ha detto: “Dobbiamo approfondire se l’esposizione sia avvenuta professionalmente o nella vita privata”.
“I medici stanno combattendo a mani nude perche’ i dispositivi individuali di protezione ancora non arrivano o arrivano in maniera assolutamente inadeguata per numero e per qualita’ – continua Anelli – Altri continuano a rischiare la loro vita, per assistere i pazienti, pur in condizioni strutturali assolutamente disperate, con turni massacranti e interminabili, che compromettono il livello di attenzione aumentando il rischio di infettarsi, in ospedali che non hanno piu’ niente degli ospedali che conoscevamo prima”. “Sono 1674, secondo i dati diffusi ieri proprio dall’Istituto superiore di Sanita’, gli operatori sanitari sinora contagiati”, fa notare Anelli e aggiunge: “La statistica, che vede una percentuale di contagi piu’ alta tra il personale sanitario, insieme al rischio piu’ elevato, costituiscono due forti indizi per condurre, anche da un punto di vista epidemiologico e di gestione del rischio, all’evidenza che il personale sanitario si sia infettato sul lavoro”. “Questi discorsi possono essere percepiti come una mancanza di rispetto da quei medici, quegli infermieri, quei farmacisti, quei tecnici, quei ricercatori che sono in prima linea, rischiando ogni giorno la loro vita. Per questo, due sono i moniti che vogliamo lanciare. Il primo e’ che le parole sono importanti, e lo sono ancor piu’ in questo momento. Percio’ attendiamo le scuse di D’Ancona. Il secondo e’ che, piu’ ancora delle parole, sono importanti i fatti e sono fatti concreti, volti a mettere subito in sicurezza i medici e il personale sanitario, quelli che ci aspettiamo, qui e ora, dalla politica”.
Epidemiologo Lopalco: “Giusto capire come si contagiano i medici”
“A livello centrale arrivano le segnalazioni sui medici e il personale sanitario contagiato. Sono la categoria senza dubbio a rischio maggiore, come ci ha dimostrato anche la Sars. E c’è da capire come si sono contagiati, anche per mettere in atto delle misure preventive specifiche“. A sottolinearlo all’AdnKronos Salute è l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, docente di Igiene all’università di Pisa, tornando sulle polemiche che hanno travolto Fortunato D’Ancona. “Davvero – ragiona Lopalco – non ho capito dove fosse possibile fraintendere le sue parole, mi sembravano semplici e lineari. Al momento non si sono raccolte grosse informazioni sui medici che si stanno contagiando, se non da parte di chi localmente ha fatto l’indagine epidemiologica. E va capito se questo contagio avviene durante la pratica professionale o in comunità, perché quando appunto c’è una circolazione comunitaria del virus può succedere. Anche il problema che un medico possa infettarsi in comunità e trasferire l’infezione in ambiente ospedaliero esiste e non possiamo negarlo”.


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