Coronavirus, la pandemia rende le previsioni meteo meno accurate: a terra la maggior parte degli aerei impiegati per la raccolta dei dati

Le conseguenze della pandemia potrebbero riguardare anche le previsioni meteo: "Con l'annullamento della maggior parte dei voli, abbiamo perso una fonte preziosa di informazione"

Il coronavirus sta influenzando le nostre vite ed ogni aspetto della società, con lockdown, ospedali sotto pressione e purtroppo per l’Italia il più alto numero di vittime al mondo. Tra le tante conseguenze inaspettate della diffusione del coronavirus, ce n’è una che potrebbe riguardare anche le previsioni meteorologiche, che potrebbero risentire della diminuzione del traffico aereo internazionale.

Lo riporta un articolo pubblicato sul New Scientist, in cui si sottolinea che molti voli attrezzati con strumenti specifici per la raccolta di dati necessari all’elaborazione di modelli e previsioni meteorologiche sono rimasti a terra, per prevenire la diffusione del coronavirus. “Con l’annullamento della maggior parte dei voli, abbiamo perso una fonte preziosa di informazione“, afferma Stan Benjamin dell’Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica (NOAA) degli Stati Uniti. “Si è verificata una situazione simile nel 2010, quando l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull ha innescato il più grande arresto dello spazio aereo in Europa dalla Seconda guerra mondiale“, aggiunge l’esperto.

La pandemia da coronavirus però non ha precedenti storici, perché’ interessa l’80-90% del traffico aereo in tutto il mondo, potenzialmente per diversi mesi”, dice Daniel Swain dell’Università della California, a Los Angeles. “I moderni modelli di previsione meteorologica si basano in gran parte su tre fonti: palloni meteorologici, satelliti e aerei con telerilevamento. Nel 1979, diverse compagnie aeree, compagnie e servizi meteorologici nazionali concordarono uno schema per collegare attrezzature meteorologiche a voli commerciali in modo da ottenere dati preziosi sulle condizioni atmosferiche, come temperatura, umidità, pressione dell’aria, velocità e direzione del vento“, spiega Jim McQuaid dell’Università di Leeds, nel Regno Unito. “Dal 3 al 23 marzo, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio (ECMWF) ha registrato un calo del 65% nei rapporti degli aeromobili europei, mentre a livello mondiale si registra una riduzione del 42%, prosegue McQuaid, sottolineando che questa situazione potrebbe portare ad un’accuratezza diminuita del 15% sulle previsioni meteo.

Se gli aerei non dovessero decollare per molti mesi le conseguenze potrebbero essere significative, osserva Swain, aggiungendo però che le previsioni climatiche non dovrebbero subire le stesse conseguenze. “Le proiezioni climatiche, caratterizzate dalla prospettiva a lungo termine, non dipendono dalla conoscenza esatta dello stato dell’atmosfera in un momento preciso, come avviene con la meteorologia. Fortunatamente, per la modellistica climatica, non dovrebbero esserci ripercussioni”, conclude il ricercatore.