Il coronavirus sta influenzando le nostre vite ed ogni aspetto della società, con lockdown, ospedali sotto pressione e purtroppo per l’Italia il più alto numero di vittime al mondo. Tra le tante conseguenze inaspettate della diffusione del coronavirus, ce n’è una che potrebbe riguardare anche le previsioni meteorologiche, che potrebbero risentire della diminuzione del traffico aereo internazionale.
Lo riporta un articolo pubblicato sul New Scientist, in cui si sottolinea che molti voli attrezzati con strumenti specifici per la raccolta di dati necessari all’elaborazione di modelli e previsioni meteorologiche sono rimasti a terra, per prevenire la diffusione del coronavirus. “Con l’annullamento della maggior parte dei voli, abbiamo perso una fonte preziosa di informazione“, afferma Stan Benjamin dell’Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica (NOAA) degli Stati Uniti. “Si è verificata una situazione simile nel 2010, quando l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull ha innescato il più grande arresto dello spazio aereo in Europa dalla Seconda guerra mondiale“, aggiunge l’esperto.
“Se gli aerei non dovessero decollare per molti mesi le conseguenze potrebbero essere significative“, osserva Swain, aggiungendo però che le previsioni climatiche non dovrebbero subire le stesse conseguenze. “Le proiezioni climatiche, caratterizzate dalla prospettiva a lungo termine, non dipendono dalla conoscenza esatta dello stato dell’atmosfera in un momento preciso, come avviene con la meteorologia. Fortunatamente, per la modellistica climatica, non dovrebbero esserci ripercussioni”, conclude il ricercatore.
