Coronavirus, il Viminale: “marito e moglie possono passeggiare mano nella mano, convivono anche dentro casa. Gli agenti devono avere buon senso”

Coronavirus, il Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno chiarisce le norme e invita gli agenti delle forze dell'ordine ad adottare il buon senso

Il Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, dopo le polemiche nate in questi giorni su controlli eccessivamente stringenti che in alcuni casi sono arrivati a veri e propri abusi come a Taurianova (Reggio Calabria) dove un agente della Polizia ha redarguito un cittadino che stava andando a comprare il giornale in edicola, chiarisce tramite alcune dichiarazioni concesse a Repubblica che “Le edicole sono aperte perché si è valutato che nonostante sia disponibile anche l’informazione online il giornale è un bene di prima necessità. Da parte di chi ha fatto il controllo c’è stato un eccesso di zelo, ma è giustificabile: siamo un’organizzazione grande e complicata, cerchiamo di dare direttive chiare ma è impossibile calibrare ogni singolo intervento. Continuiamo a ripetere che la disposizione generale e indispensabile è di stare a casa. Gli spostamenti vanno limitati al minimo, e non ci stancheremo di sottolineare che vale il buonsenso, ciascuno di noi deve valutare se anche comportamenti autorizzati possono, se non si seguono le prescrizioni, mettere a rischio se stessi e gli altri. Ci sono persone che osservano distanze anche di due metri, come è stato ordinato in Cina, e altre che ancora non hanno capito che anche se si va al parco non bisogna creare assembramenti, tanto che in molte città si sono dovute chiudere le aree verdi. Le sfumature di interpretazioni al Decreto sono tante. In questi giorni, per esempio, si è tanto discusso se marito e moglie conviventi che escono a fare una passeggiata debbano stare a distanza: la risposta è no, vale il buonsenso visto che condividono gli spazi della casa. Ma l’importante è stare sempre lontano da persone con cui non si convive“.

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