Coronavirus, il picco in Italia è passato: “Siamo nella fase discendente della curva”, la conferma arriva dai pronto soccorso

Coronavirus, esperto: "Il picco è arrivato perché, se cominciamo a vedere un rallentamento della crescita, significa che siamo nella fase discendente della curva"

Ci avete chiesto ogni giorno quando arriverà il picco. Il picco è arrivato perché, se noi cominciamo a vedere un rallentamento della crescita, significa che siamo nella fase discendente della curva“: lo ha dichiarato Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene dell’università di Pisa, responsabile del coordinamento epidemiologico della Regione Puglia, rispondendo a una domanda, durante la trasmissione Agorà, su Rai3, sulla terza giornata consecutiva (ieri) di calo della crescita dei contagi. “Ovviamente una curva è fatta di una fase ascendente e di una fase discendente“: “E’ come quando si va in montagna. La fatica è nella salita ma c’è una certa fatica anche in discesa. La sorveglianza epidemiologica si fa attraverso diversi canali. Soprattutto in una situazione di emergenza non basta soltanto raccogliere i numeri e leggerli ma ci sono anche le cosiddette ‘fonti epidemiche intelligence’, cioè dei veri e propri agenti segreti che ci danno informazioni. In questo caso gli agenti segreti sono appunto gli operatori del pronto soccorso. Guardando quello che succede nel pronto soccorso noi possiamo avere una conferma o meno sui dati che arrivano attraverso i canali ufficiali della sorveglianza“.

Proprio in riferimento ai pronto soccorso, l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, in collegamento con Agorà, ha spiegato: “In tutta la regione c’è stata nel weekend, ed è stata confermata lunedì, una riduzione della pressione, cioè del numero di accesi nei pronto soccorso. Questo è un dato abbastanza costante in tutti i pronto soccorso, magari è lieve però c’è e questa è la cosa che a noi interessa di più“. “I dati statistici, i numeri che un giorno ci fanno esultare e l’altro preoccupare, li prendiamo in considerazione, ma la voce della trincea è tutto sommato positiva“.

Coronavirus e post emergenza

Quando saremo arrivati alla fine della curva discendente, si ripartirà, ma bisognerà farlo con molto giudizio e molta cautela. Non ci sarà un giorno in cui si dirà ‘tutti fuori’ questo sarà impossibile perché ‘tutti fuori’ significa riaccendere l’epidemia“, ha spiegato Lopalco durante la trasmissione Agorà su Rai tre. “Cosa succederà lo dovremo scoprire nei prossimi giorni perché in questo momento è importante capire quale sia stata la circolazione nascosta del virus, cioè quanti soggetti con pochi sintomi o addirittura senza sintomi ci siano stati nelle popolazioni colpite: il 10, il 20, il 30 o il 40%. Perché, a seconda di quanto alta sia questa proporzione, noi potremmo avere una idea del rischio di rimettere in circolazione soggetti suscettibili al virus. Quindi noi speriamo che la quota di persone che si siano infettate senza accorgersene sia la più alta possibile“.