Coronavirus, virologo Pregliasco: “Riaperture graduali e per fasce d’età”, mascherine e distanziamento sociale entreranno nella quotidianità

Le attuali misure di rigore ed isolamento "saranno necessarie ancora per settimane, bisognerà immaginare la riapertura del Paese con gradualità"

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Tutti ci poniamo la stessa domanda: quando torneremo alla vita di prima? Sicuramente non sarà nell’immediato perché le attuali misure di rigore ed isolamento “saranno necessarie ancora per settimane, ma quando si avra’ la riapertura del Paese sarebbe opportuno effettuarla gradualmente per quanto riguarda le aziende, sulla base dell’utilita’ sociale delle produzioni“. Lo afferma all’ANSA il virologo Fabrizio Pregliasco. “Opportuno sarebbe anche prevedere una tempistica differenziata per il ritorno alla vita sociale e l’uscita da casa, con le fasce anziane e fragili che andrebbero protette in modo particolare”.

La riapertura di aziende, attivita’ e scuole, afferma Pregliasco, “va naturalmente pianificata e non potra’ essere da un giorno all’altro, non si potra’ cioe’ tornare istantaneamente alla vita normale“. Allo stesso modo dovranno cambiare le nostre abitudini ed atteggiamenti: “In casa, insieme ai cerotti, dovremo avere anche le mascherine e nella vita di tutti i giorni non potremo non considerare il distanziamento sociale. In generale, “bisognera’ immaginare la riapertura del Paese con gradualita‘, valutando le singole tipologie di attivita’ e facendo in modo che le aziende possano organizzarsi anche da un punto di vista di precauzioni sanitarie e di procedure di distanziamento“. In altri termini, chiarisce l’esperto, “la riapertura delle aziende credo vada considerata caso per caso, dotando i lavoratori delle protezioni necessarie e sulla base dell’utilita’ sociale delle singole produzioni”. Importante, secondo il virologo, e’ pure “considerare uno scaglionamento per fasce di eta’ con l’obiettivo di avere maggiore precauzioni per le fasce di popolazione piu’ anziana o fragile. Queste categorie – conclude – dovrebbero essere le ultime ad abbandonare la misura del’isolamento sociale”.