Il Coronavirus, la premonizione di una malattia senza cura e l’antica preghiera che protegge dalle epidemie

A Trevignano Romano, dal 2016, una veggente afferma di ricevere messaggi divini che invocano preghiere anche per malattie sconosciute

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Viviamo uno dei momenti più bui della nostra storia contemporanea e come sempre affidarsi alla religione diventa l’unica ancora di salvezza e di speranza per molti. Qualche giorno fa abbiamo riportato in un ampio articolo tutti i messaggi in merito ad una possibile imminenti epidemia mondiale, che la Madonna di Trevignano Romano ha comunicato alla veggente che da anni sostiene di vedere e sentire la Santa Madre. Come sempre accaduto nella Storia, in periodi difficili come questo, la religione diventa motivo di conforto, diventa un punto di riferimento per avere risposte in momenti in cui la scienza sembra arrancare nel buio. Finirà presto? Quanti ne moriranno? Gli ospedali italiani reggeranno al peso dei ricoveri che si stanno rendendo necessari ogni giorno di più? I messaggi, come si legge nell’articolo “Palle di fuoco dal cielo”, terremoti, virus: le inquietanti premonizioni che da anni dicono che “siamo in piena Apocalisse”, sono chiari e diretti. La preghiera, dunque, sarebbe il baluardo di speranza per i credenti. In uno dei messaggi si chiede esplicitamente di pregare affinché si possa debellare una malattia per la quale non ci sarà cura”. E c’è un’antica preghiera siciliana che sembra essere stata scritta proprio a questo scopo, perché dedicata ai periodi di epidemia.

O santissima Matri divina,
ca ri lu cielu siti la rigghina,
c’è stu malu ca camina
‘ncatinatilu ca vostra catina.
Mannatilu luntanu, luntanu,
e che vuostri manu forti
ciuritici i porti;
u vuostru mantu ni cunsola
niatri rintra e stu malu fora!

TRADUZIONE:

O Santissima Madre Divina,
che del cielo sei regina,
c’è questo male che cammina,
incatenatelo con la vostra catena.
Mandatelo, lontano lontano,
e con le vostre mani forti,
chiudetegli le porte;
il vostro manto ci consola,
noi dentro, questo male fuori.