Coronavirus: Renzi, Meloni e Tajani chiedono di chiudere la borsa ma Jerusalmi dice no, “panico ingiustificato”

Coronavirus, molti leader politici chiedono di chiudere la borsa ma l'amministratore delegato Raffaele Jerusalmi dice di no

Prendere le misure necessarie per la nostra economia, “a cominciare, probabilmente domani da tener chiusa la borsa“. Lo chiede Matteo Renzi in un video postato su Facebook.

Il decreto Coronavirus e’ stato gestito malissimo. Dopo aver scatenato il panico tra i cittadini evitiamo di scatenare il panico pure tra gli investitori. Il Governo ora adotti tutti i provvedimenti possibili per impedire che la speculazione finanziaria metta in ginocchio la Nazione. Valuti se sospendere le contrattazioni di Borsa per dare modo di metabolizzare gli ultimi provvedimenti e frenare i comportamenti piu’ irrazionali. Di certo vanno vietate in questa fase le vendite allo scoperto“. Cosi’ la leader di Fdi Giorgia Meloni su Fb. Le vendite allo scoperto sono “lo strumento con cui pochi cinici e razionali speculatori possono fare fortuna sulla legittima irrazionalita’ dei piccoli investitori” mette in guardia Meloni che continua: “gli organismi di vigilanza e l’intelligence, ognuno per le proprie competenze, siano attivati immediatamente per monitorare le principali operazioni e scongiurare azioni che possano pregiudicare gli interessi strategici nazionali. Il contagio del virus va giustamente contenuto, ma va fermato anche il contagio della paura e della speculazione“.

La Consob valuti tutte le iniziative necessarie per evitare speculazioni in borsa che possano danneggiare risparmiatori, investitori e imprese. Ogni decisione, ovviamente, dovra’ essere coordinata a livello europeo“. Lo scrive su Twitter il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.

Sicuramente il problema di evitare che le transazioni finanziare ed economiche siano influenzate e influenzino questo delicato momento è un problema vero”. Il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pier Paolo Baretta, parlando con l’Adnkronos della proposta del leader di Italia viva, Matteo Renzi, di tenere chiusa la borsa domani, fa una ”riflessione, più che sul provvedimento in sé, che spetta alle autorità di controllo e forse neanche al governo deciderlo”, sulle conseguenze legate al coronavirus. ”Sicuramente bisogna stare attenti” e ”bisogna evitare che le transazioni economiche siano influenzate dall’emotività e dalla difficoltà del momento”, sottolinea Baretta. ”Non voglio dire se bisogna o no prendere un provvedimento così drastico; però sicuramente il problema esiste: evitare che le transazioni economiche siano influenzate o condizionino questo momento delicato”.

Invece domani sarà un normale lunedi’ per Piazza Affari. Secondo l’amministratore delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmic’e’ un panico ingiustificato: le misure adottate dal governo servono per evitare un sovraccarico dei nostri ospedali e un crollo del sistema sanitario. Questo e’ tutto” mentre operativamente Borsa Italiana ha un “business continuity plan“. Non c’e’ motivo di aspettarsi che gli scambi non continuino come al solito e il mercato italiano e’ gia’ sceso in proporzione all’impatto del virus, ha aggiunto.