Coronavirus, Renzi insiste sulla sua linea: “Riaprire altrimenti la pandemia diventa carestia, riapertura differenziata per età”

"Non possiamo rimanere tutti chiusi in casa per due anni, non si possono raccontare balle alle persone dicendo che il virus sara' sconfitto nel breve termine"

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“Sulla riapertura non mi rimangio nulla. Presto tutti diranno cio’ che io dico ora. La pandemia diventa carestia“. Cosi’ Matteo Renzi, in un’intervista a ‘Tpi’. “Non possiamo rimanere tutti chiusi in casa per due anni, non si possono raccontare balle alle persone dicendo che il virus sara’ sconfitto nel breve termine”, insiste il leader di Italia viva. “Diro’ una cosa forte – prosegue – ma per me l’unica strada possibile e’ non dico quella israeliana, ma la riapertura differenziata per eta‘. So che e’ pesante, ma chi ha 70 anni, uscira’ dopo chi ha 20 anni. Gestendola, non rincorrendola, dovremo trovare una nuova normalita'”. “Ad aprile le fabbriche devono riaprire e a maggio o a settembre le scuole. Facciamo fare almeno ai ragazzi delle terze medie e ai maturandi gli screening di massa” – e’ la proposta di Renzi, secondo il quale bisognerebbe fornire “strumenti di protezione a quei ragazzi che non sono immuni”, mentre “gli operai devono lavorare col social distancing, con le mascherine”. “Non si puo’ pensare di risolvere tutto con l’assistenzialismo – conclude il senatore fiorentino – perche’ poi ti ritrovi tra sei mesi col debito al 150 per cento e i balconi diventano forconi. La pandemia diventa carestia”.