Coronavirus e scuole chiuse in Italia: “Bisogna evitare situazioni di affollamento e contatto, anche per proteggere i nonni”

Emergenza coronavirus: "Il principio fondamentale che anima le iniziative a livello nazionale è che bisogna evitare che situazioni di affollamento

Prendere determinate posizioni è sempre stato impopolare e, purtroppo, sempre lo sarà. Ma tra l’impopolarità e il dovere di mantenere lucidità e rigore scientifico, sceglierò sempre il secondo“: lo ha affermato, intervistato da La Stampa, il professor Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, riferendosi alla decisione di chiudere le scuole fino al 15 marzo per l’emergenza coronavirus. “Il principio fondamentale che anima queste iniziative estese a livello nazionale è che bisogna evitare che situazioni di affollamento e contatto facilitino la diffusione del virus“. In particolare, “in un’aula i ragazzi passano molte ore e questo impedisce sia il distanziamento di un metro l’uno dall’altro sia la riduzione dell’affollamento, che si verifica al momento dell’entrata a scuola, dell’uscita e durante la ricreazione. Se è vero che i bambini e gli adolescenti sono, vedendo i numeri, appena toccati da questa infezione per motivi che non sono ancora chiari, è anche vero che non è improbabile che facciano da ‘amplificatori’ della diffusione del Covid19. Soprattutto nei confronti dei nonni che, come sappiamo, sono per età tra le persone che più rischiano nel momento del contagio“.