“Secondo le disposizioni del Decreto emanato oggi dal ministero dei Trasporti, il traffico passeggeri di aviazione commerciale e generale sara’ concentrato sull’aeroporto di Milano Malpensa, con la chiusura temporanea dell’intero aeroporto di Milano Linate che garantira’ i soli voli di emergenza sanitaria e/o per trasporto organi“. Lo rende noto la Sea a seguito delle nuove disposizioni governative per affrontare l’emergenza coronavirus.
In un primo momento, spiega Sea, “il traffico passeggeri sara’ concentrato sul terminal 2 di Milano Malpensa al fine di contenere al minimo il numero di persone e mezzi nelle attivita’ operative a tutela della salute di tutti. Infatti, grazie a una significativa riduzione del personale impiegato, si limiteranno al massimo il numero di “contatti” e del rischio di contagio ad esso associato”. Le ragioni che hanno portato a questa scelta sono molteplici: “Linate dispone di un’unica pista di volo di lunghezza insufficiente a garantire l’operativita’ di aeromobili wide-body, tipicamente utilizzati per le rotte di lungo raggio; l’attuale regolamentazione di accesso allo scalo esclude la possibilita’ di servire destinazioni extra-UE e di operare con aeromobili a doppio corridoio; Malpensa e’ l’unico scalo in grado di garantire l’operativita’ del Cargo grazie alle sue infrastrutture (piste, piazzali aeromobili e magazzini). Tale comparto rimane strategico anche in questa fase di gestione dell’emergenza”. Nella fase di ripresa, conclude Sea, “si prevede la progressiva e flessibile riattivazione del Terminal 1 di Milano Malpensa e di Milano Linate in funzione della riprogrammazione dei voli“.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato il decreto che chiude non solo lo scalo di Milano Linate, ma anche Bergamo Orio al Serio, Verona, Firenze, Reggio Calabria e Brindisi. In considerazione delle numerose richieste dei gestori aeroportuali, della collocazione geografica degli aeroporti in grado di servire bacini di utenza in modo uniforme sul territorio e della loro capacita’ infrastrutturale, nonche’ della necessita’ di garantire i collegamenti insulari, rimangono aperti gli aeroporti di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera. Roma Ciampino restera’ aperto per i soli voli di stato, trasporti, canadair e servizi emergenziali. Nel provvedimento si dispone che, per tutelare la salute dei passeggeri e dei lavoratori, sono assicurati nel settore del trasporto aereo esclusivamente tutti i servizi essenziali. Gli operatori sanitari che prestano servizio presso gli altri aeroporti possono essere da supporto per le esigenze sanitarie di aeroporti o porti limitrofi.
E’ rimessa alla valutazione dell’Ente nazionale per l’aviazione civile la possibilita’ di consentire l’operativita’ degli altri aeroporti in considerazione delle seguenti esigenze: mantenimento dei requisiti di certificazione aeroportuale; previsione dell’accesso alle infrastrutture e del loro utilizzo per i dipendenti dell’ENAC, di Enav e degli Enti di Stato basati in aeroporto; ripristino immediato della piena operativita’ dell’aeroporto, qualora ritenuto necessario; esigenze operative di voli cargo e posta, nonche’ di voli di Stato, di Enti di Stato, di emergenza sanitaria o di emergenza di altro tipo. Le disposizioni del decreto sono in vigore fino al 25 marzo e si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano. La richiesta sul tavolo del ministro e’ arrivata dall’Ente nazionale di aviazione civile su sollecitazione dei gestori degli scali, che hanno registrato un drastico calo dei passeggeri e soprattutto del traffico merci per l’emergenza Covid-19.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?