Coronavirus, Lopalco: “I cittadini non possono stare in casa per mesi senza impazzire o ammalarsi, serve una strategia”

Coronavirus in Italia, Lopalco: "Il problema che pone Renzi è serio. La chiusura delle attività non può essere infinita"

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Il problema che pone Renzi è serio. La chiusura delle attività non può essere infinita sia perché i cittadini in casa non possono stare per mesi senza impazzire o ammalarsi, sia perché le attività produttive devono in qualche maniera ripartire altrimenti c’è chi si ammalerà di povertà. Ma per fare questo serve una strategia. Questa strategia è urgente“: lo ha scritto, sulla sua pagina Facebook, Pierluigi Lopalco, docente ordinario di Igiene all’Università di Pisa, coordinatore delle emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, a proposito dell’intervista dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi che propone una riapertura di scuole e fabbriche la più rapida possibile. “La reazione, mia come quella di altri, a questa affermazione è stata unanime: non si può fare senza rischiare una ripresa incontrollata dell’epidemia“. “Ma poiché i titoli dei giornali sono spesso fuorvianti ed in un tweet non è possibile articolare un pensiero, mi corre l’obbligo di approfondire la questione, oltre che la mia posizione. Innanzi tutto c’è un pezzo importante di conoscenza scientifica che manca: quanti sono stati realmente gli italiani che sono venuti in contatto con il virus? Quanti hanno sviluppato anticorpi protettivi? Questa informazione è importantissima perché potremmo conoscere l’entità della circolazione fra i portatori asintomatici e farci un’idea della classi di età che prima di altre potranno essere riammesse in comunità più o meno chiuse. Avendo un test affidabile, poi, potremmo addirittura dare la ‘patente’ di immunizzato a singoli cittadini che potrebbero tranquillamente rimettersi a lavorare.Riaprire le scuole è un’altra faccenda”.
E’ vero che bambini ed adolescenti superano questa infezione in tutta tranquillità, i casi gravi sono davvero sporadici, ma è anche vero che in Italia non esistono college e gli studenti, dopo essersi scambiati amabilmente i virus, li riportano in famiglia da genitori e nonni”.
Dobbiamo inventare il modello Italiano”. ”Per farlo serve la scienza e la profonda conoscenza di come funziona la società e la sanità pubblica del nostro Paese. Insomma bisogna urgentemente mettere in piedi un gruppo di lavoro che elabori una strategia e dica a tutti noi quando e in che modo potremo riprendere le nostre attività”.