“È un momento complicato per tutti. Ai tempi del Coronavirus risulta sempre più difficile riuscire a salvaguardare la propria quotidianità. Le manovre adottate dal nostro Governo per contenere la diffusione del virus sono sempre più stringenti e diventa necessario seguirle alla lettera per scongiurare un peggioramento della situazione, già di per sé molto complessa”, si legge in una nota stampa di The Ruling Companies.
“Vista l’impossibilità di avere contatti gli uni con gli altri, diventa importantissimo in questo momento storico il ruolo della comunicazione e della tecnologia. Tante volte abbiamo sentito dire che la tecnologia avvicina i lontani e allontana i vicini. E, mai come in questo momento ne abbiamo la dimostrazione. Tante volte l’abbiamo criticata per aver creato un senso di alienazione ed isolamento tra le persone vicine. Questa volta, però, dobbiamo lodarne la capacità di permetterci di mantenere i rapporti sociali e di continuare a mantenerci informati”, continua la nota.
“Sono tante le domande e gli interrogativi che l’Italia intera si pone su questo virus. Da dove arriva? Per quanto si protrarrà ancora questa situazione? Possiamo sperare in un vaccino? Sono tutte domande a cui la la Dott.ssa Maria Rita Gismondo, Direttore Responsabile Microbiologia Clinica Virologia e Diagnostica Bioemergenze, Ospedale Luigi Sacco di Milano, ha risposto attraverso il canale Webinar, messo a disposizione da Antonio Ambrosetti, AD di RulingCompanies, sul sito rulingcompanies.com. La conferenza, tenutasi questa mattina, ha fatto emergere importanti punti”.

“Da lì, si sono susseguite una serie di precauzioni e previsioni che gli italiani stanno seguendo per cercare insieme di combattere questo virus. Molto discusso è stato l’utilizzo delle mascherine, inizialmente infatti le farmacie sono state letteralmente prese d’assalto”, riporta la nota. “Non si può stabilire che se indossate non facciano nulla. Proteggono. Ma la vera protezione è per il malato è che non si dissemini virus. La mascherina in sé non ha grandi funzioni nelle persone sane. È importante usare mascherine certificate e corrette perché se si indossa mascherina non idonea non protegge. Le mascherine tanto amate in Oriente, le usano perché vogliono rispettare gli altri. Una mascherina chirurgica che stiamo indossando ci da protezione dalle goccioline di saliva. Poi ci sono quelle chirurgiche fp2 fp3 che impedisce arrivo virus”, prosegue la Professoressa.
“A chi mi domanda informazioni su farmaci o vaccini, rispondo sempre che il farmaco serve per la terapia; il vaccino per prevenzione su larga scala. La strada della terapia è forse più facile perché per pensare a un vaccino ci vorranno 18 mesi circa. Sulla terapia le ipotesi si fondano sulla conoscenza del virus. Ipotesi terapeutiche si sperimentano. Per questo sono più fiduciosa sulla possibilità che si trovi prima una terapia corretta rispetto a un vaccino”.
Con l’arrivo dell’estate cosa succederà? “Si pensa che il virus non sopravviva al caldo. Questa osservazione è perché di solito, come in tutte le epidemie con risvolti respiratori, con l’arrivo delle calde temperature le possibilità di contagio si abbassano perché la gente sta all’aperto ed evita assembramenti in luoghi dove l’aria ha poco ricircolo. Per questo le possibilità di contagio diminuiscono”.
“Un altro fenomeno pandemico è la Infodemia. Più che essere virale è pandemia di informazioni. Per le condizioni attuali la gente è invasa da migliaia di notizie contrastanti. Meglio avere poche fonti ma certe. Se vogliamo avere info accreditate: Ministero salute e organizzazione mondiale della sanità. I due più importanti che non danno false informazioni”.
“La litigiosità tra i virologi non c’è. La gente non deve stupirsi su pareri diversi sul confronto derivante da un argomento assolutamente nuovo. Che ci si confronti e insieme si arrivi a conclusione. Ci si può fermare a descrivere oggi una situazione che tra una settimana può essere smentita dai fatti. Come tutti stiamo facendo, si descrive un momento, la situazione però può cambiare da un momento all’altro”, conclude la Dott.ssa Maria Rita Gismondo.
