Crisi idrica: da Nord a Sud si prepara la resilienza, dragati il Po e il lago di Occhito

Al Sud, sono ìterminati i lavori di dragaggio allo scarico di fondo della diga di Occhito sul fiume Fortore

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Nonostante alcune precipitazioni in questo avvio di Marzo, l’inverno 2020 si conferma tra i più siccitosi con temperature superiori di oltre 1,6 gradi alle medie del periodo ed assenza di precipitazioni nei primi due mesi dell’anno.
In questo scenario complesso – comunica Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per le Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – gli enti di bonifica e di irrigazione sono impegnati a creare le condizioni per garantire gli apporti irrigui anche in situazioni di possibile criticità. È una vera e propria azione di resilienza.”
All’impianto di Boretto Po (gestito dal Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale e fondamentale per le produzioni agroalimentari delle province di Reggio Emilia, Modena e Mantova), spiega ANBI in una nota, “sono state avviate le operazioni in alveo per dragare i fondali alla base delle arginature, sgomberando l’ingente quantità di sabbia, accumulatasi in seguito alle due piene del fiume Po (17 Novembre e 17 Dicembre scorsi) e causa di possibile ostruzione ai futuri prelievi d’ acqua. Vista l’inusuale situazione verificatasi in poco tempo, è stata fatta richiesta all’Autorità Distrettuale del Fiume Po di allertare anche A.I.Po (Agenzia Interregionale per il Po), competente per le operazioni più articolate di movimentazione di sabbie e materiali in alveo; l’auspicio è che l’azione congiunta degli enti, la cui necessità venne evidenziata già alla fine del 2019, possa trovare una soluzione adeguata in tempi utili all’avvio della stagione irrigua.
intervento BorettoAl Sud, sono altresì terminati i lavori di dragaggio allo scarico di fondo della diga di Occhito sul fiume Fortore. Nel corso di quasi 50 anni di esercizio, i sedimenti trasportati dai corsi d’acqua che alimentano l’invaso, si erano accumulati, in particolar modo, nella parte in prossimità dello sbarramento, interessando circa il 70% dell’imbocco dello scarico di fondo. I lavori sono consistiti nella rimozione di poco meno di 30.000 metri cubi di sedimenti, tramite una pompa idraulica.
Si tratta di uno dei progetti inseriti nella riprogrammazione degli interventi irrigui, finanziati dal C.I.P.E. (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ed inseriti nel “Piano Irriguo Nazionale- Regioni Sud Italia”; il Consorzio di bonifica della Capitanata ne aveva costantemente sollecitato l’esecuzione – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Ora auspichiamo il finanziamento di altri progetti prioritari nell’ambito di quel Piano Nazionale Invasi, che ANBI sollecita da anni e fondamentale anche per ridurre il rischio idrogeologico, trattenendo le acque in eccesso per i momenti di bisogno.