Ci sono due tipi di paure. C’è la paura razionale e preventiva, quella che ti consente di adottare comportamenti saggi e coscienziosi volti ad evitare che si verifichino eventi funesti o quantomeno a prepararsi ad affrontarli nel modo meno doloroso possibile. E poi c’è la paura irrazionale e isterica che diventa psicosi, fobia e terrore.
In Italia non abbiamo avuto la prima, e adesso sta prendendo il sopravvento la seconda. Invece dobbiamo mantenere la calma, a maggior ragione in un momento così delicato. Perchè la paura può solo peggiorare le cose.
Lo dico rivolgendomi a tutti coloro che stanno dando la caccia all’uomo quando vedono un pedone, un motociclista o un automobilista in giro, con l’aggravante che fino a dieci giorni fa erano loro stessi a dire che c’era “solo allarmismo per una simil-influenza”.
Vorrei ricordare a tutti che ogni giorno ci sono medici, infermieri, tecnici ospedalieri, radiografi, ecografi, analisti, microbiologi, dirigenti ospedalieri, che escono dalla loro abitazione per recarsi in trincea a curare i malati.
Vorrei ricordare a tutti che ogni giorno ci sono farmacisti che aprono la loro attività senza alcuna tutela per fornire a chi ne ha bisogno farmaci di vitale importanza. E ovviamente ci sono quelli che questi farmaci sono costretti ad andarli a comprare.
Vorrei ricordare a tutti che ogni giorno ci sono commesse e magazzinieri di supermercati che vanno a lavorare in luoghi chiusi e a contatto con il pubblico, rischiando sulla loro pelle, spesso senza alcuna tutela.
Vorrei ricordare a tutti che ci sono persone che hanno i genitori o i nonni allettati e malati, bisognosi di cure anche semplicemente per nutrirsi o andare in bagno, e quotidianamente devono raggiungerli e accudirli.
Vorrei ricordare a tutti che ci sono corrieri e autotrasportatori che guidano per migliaia di chilometri trasportando merce necessaria alla sopravvivenza di ognuno di noi, dagli ospedali ai supermercati passando alle farmacie.
Vorrei ricordare a tutti che ci sono donne incinta che mai avrebbero voluto partorire in un momento simile, con ostetriche, ginecologi e infermieri che ogni mattina escono da casa per far nascere nuova vita.
Vorrei ricordare a tutti che ci sono giornalisti che vanno a raccontare quello che succede dagli Ospedali, dai focolai, intervistando medici ed esperti che stanno curando i malati nelle zone a più alto rischio, per dare la possibilità a tutti di rimanere aggiornati sull’emergenza e conoscerne sviluppi ed evoluzioni.
Vorrei ricordare a tutti che gli uffici, le aziende, le fabbriche, le poste, le banche, le assicurazioni, le edicole, i panifici, i fruttivendoli, le lavanderie, le stazioni di servizio, i tabacchini, le pompe funebri e anche qualche altra attività sono regolarmente aperte perchè considerate dal Governo “servizi di prima necessità”, e quindi ci sono tante persone che sono costrette ogni mattina ad andare al lavoro nonostante tutto.
Vi assicuro che tutta questa gente preferirebbe stae chiusa in casa come tutti voi. Al sicuro. A guardare foto e video ebeti che girano su whatsapp e a pubblicare considerazioni da virologi dell’ultima ora su facebook.
Invece stanno mandando avanti il nostro Paese, con comportamenti di enorme sacrificio ma necessari per superare l’emergenza.
State a casa, smettetela di odiare il prossimo, di avere la puzza sotto il naso, di puntare il dito contro questo o quello. Chiunque vedete in giro mentre state nascosti dietro la tenda della finestra di casa, ha una storia, una missione, sta contribuendo alla causa comune. Ha un’autocertificazione in tasca e la esibisce ai controlli delle forze dell’ordine mai così massicci e diffusi. Non è un ladro o un criminale. Anzi, quelli sono nascosti come i peggior latitanti perchè se escono adesso li beccano subito.
Poi c’è anche – ovviamente – qualche idiota che fa cazzate, e state tranquilli che si becca una bella denuncia. Non siete voi a doverlo giudicare: lo farà un giudice di un Tribunale dello Stato.
Non abbiate paura. Bisognava averla prima, quando in migliaia si sono mossi dal Nord al Sud portando l’epidemia in tutt’Italia. Bisognava averla prima, quando blateravate di “razzismo e discriminazione” contro i cinesi. Bisognava averla prima, quando invece ridacchiavate scettici prendendovela con “i soliti giornalisti che fanno allarmismo”. Quando non davate credito ad esperti del calibro di Roberto Burioni e Ilaria Capua. Sarebbe stata una paura razionale che ci avrebbe portato a scelte di prevenzione consapevole.
Adesso ormai è tardi, e la paura di oggi diventa panico, fobia irrazionale, terrore isterico. Non serve a nulla.
State tranquilli. Sarà lunga, lunghissima. Questa prima ondata durerà diverse settimane, poi ce ne sarà una seconda probabilmente più dolorosa in autunno. Ma passerà. Senza panico, tutti insieme, ne usciremo e se saremo bravi, è addirittura un’occasione per diventare un Paese migliore. Senza paura.
