“Quanto Mao starnuta il mondo si ammala” recita un proverbio inglese. Un vecchio adagio che come molti detti del passato si rivelano corretti: numerose epidemie moderne sono arrivate proprie dalla Cina, paese di Mao Tse-tung. Non è infatti la prima volta in cui l’Occidente, Italia in primis, si ritrova a dover fronteggiare una situazione simile a quella che stiamo vivendo in questo momento per l’emergenza Coronavirus. Ci sono ad esempio molte analogie con quanto accaduto nel 1969, quando una terribile epidemia prese piede nella nostra penisola. «Strade, uffici e mercati mezzi vuoti, ma ospedali pieni» racconta in video un giornalista dell’Istituto Luce . L’epidemia era partita da Hong Kong e aveva colpito l’Italia. Ben 13 milioni di italiani costretti a letto, ovvero un italiano su 4, e almeno 500 morti per l’influenza cinese.
L’Italia, dunque, si era già ritrovata a fronteggiare emergenze come quella che stiamo vivendo in questo momento e dunque viene da chiedersi, cosa abbiamo imparato dal passato? Nulla, purtroppo. Come dice il giornalista stesso, già nel 1969 avevano compreso che era necessario prevenire, era necessario far fronte al problema prima ancora che varcasse i nostri confini. Bisogna evitare che virus simili arrivino a far danni. Noi, invece, dopo 50 anni e con un bagaglio di conoscenze scientifiche nettamente maggiore, siamo stati così poco accorti – giusto per utilizzare un termine politicamente corretto – da far arrivare il virus non dopo 18 mesi dal suo esordio in Cina, come accaduto negli anni ’60, bensì dopo una manciata di settimane.
