Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, ha lasciato questa mattina la sede del dipartimento dopo aver accusato alcuni sintomi influenzali. In base a quanto comunicato ufficialmente si tratterebbe di una lieve indisposizione che però, vista l’emergenza sanitaria in corso, ha imposto al sospensione, a partire da oggi e fino a data da destinarsi, della quotidiana conferenza stampa sull’emergenza Coronavirus delle ore 18:00. Il Dipartimento della Protezione Civile ha comunque sottolineato che Borrelli continuerà a garantire la massima operatività e, anche per il tramite dell’Ufficio Stampa, a diffondere le informazioni disponibili sull’emergenza in atto. In attesa di questi dati nazionali, sembra comunque essere confermato il calo dei contagi in Lombardia, la regione di gran lunga più colpita dall’epidemia.
“Riguardo ai numeri siamo abbastanza in linea con i giorni precedenti, questa sensazione di rallentamento la si può definire costante. È un rallentamento nella crescita molto importante ma non dobbiamo assolutamente mollare la presa, dobbiamo dare una motivazione in più ai cittadini di rimanere in casa perché con queste misure i risultati si ottengono” ha spiegato infatti in conferenza stampa il governatore della Lombardia Attilio Fontana che ha annunciato l’arrivo in regione di “un gruppo di medici e di operatori sanitari inviati dalla Russia. Arriveranno a Bergamo: in tutto sono 150 uomini i quali daranno una mano in una serie di attività, anche di sostegno. Sono medici, infermieri, persone preposte alla sanificazione. Verranno destinati all’ospedale che si sta realizzando a Bergamo, l’ospedale degli Alpini. Sono tutti specialisti rianimatori, epidemiologi, sicuramente persone molto qualificate che potranno sgravare il lavoro dei nostri medici che in questi ultimi giorni hanno fatto un lavoro veramente incredibile“.
Anche Fontana, come del resto tutte le autorità, ha ripetuto l’invito, o meglio l’imperativo, a non uscire di casa se non per misure indifferibili. Molti italiani sembrano però, da questo orecchio, non volerci sentire. A dimostrarlo, i risultati dei controlli attuati dalle forze dell’ordine che ieri hanno riguardato 228.057 persone: di queste, 8.310 sono state denunciate per “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” e 128 per “falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale“, informa il Viminale. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 89.845: denunciati 126 esercenti e sospesa l’attività di 13 esercizi commerciali. In totale, dall’11 marzo sono 110.626 le persone denunciate per inottemperanza delle regole e 2.541 per dichiarazioni false a pubblico ufficiale, mentre 1.151.202 sono gli esercizi commerciali controllati con 2.506 i titolari denunciati. Per verificare il rispetto delle misure di contenimento sociale, c’è anche chi annuncia l’utilizzo dei droni, come ad esempio il sindaco di Messina, Cateno De Luca: “Non vedo l’ora di controllare tutti con gli schermi – dice il sindaco -, droni ovunque, che come vi becca vi dirà: torna a casa, questa sarà la voce del drone“. La voce registrata del sindaco dice: “Sul mio territorio non si passeggia. Non si esce! Questo è l’ordine del sindaco De Luca e basta: vi becco a uno a uno. Non vi posso impedire formalmente di uscire da casa? Bene, vi impedisco di passare sul suolo pubblico, non si esce da casa, né passiu né babbiu (né passeggiate né scherzi, ndr), non si esce. Dove ca… vai, torna a casa. A calci in c… ecco il modo per far applicare le enorme“.
E nel resto del mondo le cose sembrano andare ancora peggio che in Italia. La pandemia da Covid-19 avanza senza risparmiare alcuna nazione. Nelle ultime ore a impressionare è in particolare l’avanzata prepotente del contagio in Spagna, dove i morti hanno superato quello della Cina, e dove nelle ultime 24 ore sono decedute 738 persone, per un totale di 3.434. Numeri molto inferiori a quelli italiani, è evidente, ma che si sono gonfiati con una velocità molto maggiore ed è proprio questo che potrebbe sopraffare la capacità di reazione del sistema sanitario iberico. Sempre in Spagna salgono anche i casi: più 7.937 rispetto a ieri, per un totale di 47.610. Anche la Francia, sebbene in maniera non così violenta, si trova ogni momento di più ad affrontare l’emergenza sanitaria. In alcuni ospedale di Parigi secondo alcune fonti ci sarebbero già timori di una saturazione delle terapie intensive mentre monta la polemica sui dati relativi all’epidemia diffusi ogni giorno dalla direzione generale della Salute. A lasciare perplessi diversi commentatori il fatto che non vengano conteggiati tutti gli anziani che muoiono a casa e nelle case di cure specializzate, il che ovviamente inciderebbe sulla conta dei decessi, che risulterebbero di molto inferiori alla realtà. Allo stato attuali i decessi per coronavirus riconosciuti sono 1.100.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?