Previsioni Meteo a lungo termine: scenari invernali tra la seconda metà di Marzo e l’inizio di Aprile

Previsioni Meteo a lungo termine: parziale cambiamento delle dinamiche, ma continuano a vedersi scenari invernali con l'avvento della primavera

Previsioni Meteo – Cambiamenti quasi all’ordine del giorno, nel prospetto modellistico, circa i possibili scenari barici nel prosieguo stagionale, o meglio, data oramai la fine non lontana dell’inverno astronomico, circa il possibile tempo con l’avvento della primavera 2020. Piuttosto articolata l’evoluzione vista dei modelli matematici, con cambiamenti anche sostanziali, da un giorno all’altro, delle dinamiche che poi andrebbero a caratterizzare il tempo tra l’ultima decade di marzo e la prima parte di aprile, fase temporale cui vogliamo riferirci in questa analisi. L’incertezza evolutiva è data naturalmente dal cambio di stagione, con le masse d’aria in più acceso movimento, scambi termici tra le varie latitudini e anche tra le varie sezioni atmosferiche, più significativi, per cui i modelli matematici fanno fatica a individuare il tipo barico prevalente, specie poi se ci si riferisce a un lungo periodo, 20 giorni -1 mese. 

Scrivevamo, nell’aggiornamento di ieri, circa riscaldamenti significativi visti dai modelli matematici verso la terza decade di marzo nella sezione medio-alta dell’atmosfera, in Stratosfera,  riscaldamenti anche incisivi che sarebbero andati a loro volta a incidere fortemente sulla struttura del Vortice Polare Stratosferico, addirittura al punto da poterne comportare uno split. E ciò era chiaramente evincibile dall’analisi del profilo verticale del  VPS, immagine 1. I dati ultimissimi odierni,  confermano significativi riscaldamenti e disturbi al Vortice Polare, tuttavia con modalità diverse rispetto a quanto considerato ieri. Nella sostanza, i warmings visti dalle ultime emissioni, e concernenti soprattutto i reparti groenlandesi e siberiani, riferimento immagine in evidenza,  sarebbero comunque piuttosto incisivi, a iniziare da appena dopo metà mese e poi via via più consistenti a cavallo tra la fine della seconda decade l’inizio della terza decade. Essi, però, agirebbero probabilmente a opera di una sola onda, non più di  due onde planetarie. In tal modo il Vortice Polare verrebbe certamente disturbato, ma in termini di delocalizzazione, tendenzialmente verso l’Artico canadese centro-occidentale, e non in modo tale da comportarne uno split. Insomma disturbo meno massiccio.

La circolazione, tuttavia, anche nei bassi strati, avrebbe delle conseguenze più o meno rilevanti, stante il buono condizionamento deducibile dalla evidenza del disturbo, nelle simulazioni, fino alla bassa Stratosfera. Sostanzialmente potrebbe venire meno la corda tesa atlantica o questa potrebbe farsi decisamente più alta,  con possibili blocchi iniziali e onde instabili subpolari taglienti verso le medie latitudini, specie occidentali europee e Ovest mediterranee e possibili cut-off, isolamenti, di figure depressionarie su questi settori. Un flusso zonale alto e ridotto di potenza, potrebbe incentivare, successivamente, affermazioni anticicloniche medio-alte su Europa,  e moderate basse pressioni isolate, in azione alle latitudini mediterranee. Nel contempo, anticicloni alti, incentiverebbero, con il loro moto orario, azioni di masse d’aria fredda continentali provenienti dalla Russia, verso l’Europa orientale, attraverso i cosiddetti “moti retrogradi secondari”. Viene da se che in uno scenario barico simile, l’Italia, inizialmente interessata da alta pressione, possa via via subire, dal 16/17 marzo, l’influenza del flusso instabile tra Spagna e Baleari, azione frecce blu 1- terza immagine,  in accentramento al bacino e con sempre maggiore instabilità verso gran parte del nostro territorio; successivamente, tale azione in spostamento verso i settori centrali mediterranei, potrebbe, in una seconda fase, tendenzialmente nella terza decade di marzo, interagire con l’aria fredda retrograda russa, azione freccia blu 2, e dare luogo a instabilità di tipo invernale su diverse regioni italiane. Esattamente queste dinamiche, rappresentate brevemente nell’ultima immagine barica, sono  contemplate nelle simulazioni dei modelli matematici, con prospettiva di possibili azioni fredde e invernali nel periodo di riferimento, anche verso l’Italia. 

Maggiori dettagli sulle prospettive invernali, a iniziare dalla terza decade di marzo e poi anche verso aprile, nei prossimi quotidiani aggiornamenti sul lungo periodo,.