Tre astronauti rientrano sulla Terra dopo sei mesi e la trovano stravolta dal Coronavirus: “E’ una crisi surreale”

Gli astronauti tornano con le difese immunitarie basse: per loro si prevede una lunga quarantena per proteggerli dal coronavirus

Erano partiti con la Terra a regimi ‘normali’ e in piena attività. Sono tornati e tutto è bloccato. Dopo piu’ di 200 giorni a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss), gli astronauti della Nasa Jessica Meir ed Andrew Morgan e il russo Oleg Skripochka sono tornati sulla Terra ormai stravolta dalla pandemia. Un rientro “surreale“, come lo avevano definito loro stessi poche ore prima, sapendo che il coronavirus avrebbe complicato il viaggio verso casa costringendoli poi ad affrontare un periodo di isolamento prolungato rispetto al solito. “Cinquant’anni fa – ha scritto Morgan su Twitter – una crisi nello spazio si concluse con il rientro al sicuro dell’equipaggio dell’Apollo 13. Oggi, mentre rientra l’equipaggio della Soyuz, la crisi e’ sulla Terra. Quello che non cambia e’ la dedizione e l’ingegnosita’ dei centri di controllo sparsi sul pianeta”.

E infatti anche stavolta tutto è stato pianificato nei minimi dettagli per salvaguardare la salute degli astronauti, rientrati con le difese immunitarie indebolite dalla lunga permanenza nello spazio: 272 giorni per Morgan e 205 per Skripochka e Meir. Dopo l’atterraggio avvenuto in Kazakistan alle 7:16 (ora italiana), i tre sono stati accolti da un numero ridotto di soccorritori, sopraggiunti a bordo di otto elicotteri invece dei soliti 12. Una volta usciti dalla capsula della Soyuz, i loro sorrisi e saluti non sono stati neppure trasmessi in diretta dalla tv della Nasa. Trasportati separatamente a Baikonur in elicottero, i tre astronauti hanno poi seguito strade diverse: Skripochka dell’agenzia spaziale russa Roscosmos ha preso un aereo per tornare a Star City, vicino Mosca; i due della Nasa, Meir e Morgan, hanno invece affrontato un viaggio di tre ore per raggiungere il jet della Nasa che li avrebbe riportati a Houston. Li’ trascorreranno la loro prima settimana terrestre in isolamento, presso il Johnson Space Center della Nasa. Ad attenderli, al loro arrivo, ci sara’ anche il loro amico ed ex comandante Luca Parmitano dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che su Twitter ha scritto: “il distanziamento sociale impone cautela, ma saro’ felice di dare loro il benvenuto con un sorriso. Un abbraccio non ha scadenza“.