La situazione di isolamento dettata dall’emergenza Coronavirus sta modificando nel profondo abitudini e stili di vita, anche in funzione degli spazi in cui si è costretti a trascorrere le giornate: questa fase particolare evidenzia la solidarietà degli italiani, che non viene meno in questa situazione, unita alla proattività per il continuo miglioramento personale e professionale. Sono solo alcuni degli aspetti che emergono dall’Osservatorio “LOCKDOWN. Come e perché sta cambiano le nostre vite” realizzato da Nomisma in collaborazione con CRIF su un campione di 1.000 italiani responsabili degli acquisti (18-65 anni). L’indagine analizza l’impatto del lockdown sulle vite dei cittadini: dallo stato d’animo, ai consumi, alle caratteristiche della quarantena (comfort e composizione dell’abitazione, compagnia di altri familiari e tempo libero …) fino ai desideri, individuali e collettivi, degli italiani per il post-covid.
Nelle ultime 3 settimane l’abitazione si è inoltre trasformata in ufficio per il 9% degli occupati. L’aumento del ricorso al lavoro agile e la possibilità di svolgere le proprie attività da remoto hanno portato quasi 2 milioni di italiani a lavorare da casa. Soluzione apprezzata anche per il post-lockdown: il 56% di chi oggi sta lavorando da casa vorrebbe proseguire, ma a tempo ridotto (qualche giorno al mese).
Il lockdown è in molti casi occasione per costruire con lungimiranza tasselli per il futuro: il 28% degli italiani sono impegnati in corsi di formazione on line o a partecipare a webinar. Una tendenza che continuerà ad essere svolta anche dopo la fase di shut in, per il 32% nella stessa modalità – in particolare i Millennials (39%) – e per il 13% in misura superiore a quella attuale.


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