“Il lavoro e’ la mia vita. E il mio faro e’ sempre stato l’insegnamento di mio padre: ovvero prima di tutto educazione e gentilezza”, spiega con voce squillante Alda Baroni, titolare dell’unica farmacia di Chianni, in provincia di Pisa. Nonostante i suoi 97 anni e il rischio dovuto all’epidemia di coronavirus, Alda e’ ancora tutti i giorni a dispensare medicine dietro al bancone della sua farmacia, sempre gentile, riservata, allegra e iperattiva.
Nata nel 1923, Alda si e’ laureata in farmacia a Pisa pochi anni dopo la fine della guerra, quando le donne che frequentavano l’universita’ erano un’eccezione. Una materia non scelta per passione ma che e’ poi diventata la passione della sua vita. Nel 1948 gia’ lavorava come farmacista a Pontedera. Quindi, nel 1962 ha avuto la direzione, e successivamente la titolarita’, della farmacia di Chianni. Risale al 1979 la decisione di ristrutturare un antico fienile, in una stradina che porta alla piazza principale del paese, per spostare qui, dove ancora oggi si trova, la nuova sede della farmacia.
Dopo 72 anni passati dietro il bancone, in questo momento di emergenza sanitaria, Alda potrebbe e dovrebbe stare in casa, visto che rientra nella fascia della popolazione a maggior rischio. Ma a lavoro continua ad andare tutti i giorni, dalla mattina alle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, rigorosamente protetta da mascherina, guanti e schermo in plexiglass. Quanto ai suoi 97 anni, a volte la spaventano, ma il suo trucco e’ “non pensarci. Uscire di casa e andare a lavorare, perche’ la cosa piu’ importante e’ mantenere in attivita’ il cervello e non restare seduti in poltrona”.
Alda percorre a piedi il breve tratto di strada che divide casa sua dalla farmacia: “Non potrei restare a casa. Ma certo – racconta – la situazione mi preoccupa. E mi preoccupa anche la confusione e l’eccesso di informazioni, a volte contraddittorie, che si susseguono sui media. Alle persone che vengono consiglio attenzione e comportamenti di protezione corretti, stili di vita sani. Tutto questo aiuta sempre, soprattutto ora”. I ricordi piu’ belli della professione? “Quando in farmacia si facevano ancora le preparazioni galeniche e mi alzavo di notte perche’ mi chiamavano a casa per le urgenze. Il tesoro che mi porto dentro e’ il contatto con gli abitanti di Chianni, che in molti casi ho visto crescere e diventare adulti, mettere su famiglia. Per me non sono clienti, sono persone. Il farmacista e’ diventato un venditore di farmaci, ma chi fa questa professione dovrebbe ricordare sempre che non siamo un supermercato: questo significa guardare le persone negli occhi, instaurare un rapporto, dedicare attenzione a chi hai davanti”.


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