“Stiamo intravedendo l’uscita, ma non è ancora il momento di mollare“: Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, in un lungo post su Facebook si sofferma sull’andamento della epidemia di Coronavirus, tenendo conto di 4 parametri (nuovi positivi, ricoveri, terapie intensive e decessi).
“Il tema del momento è: stiamo uscendo? Quando inizierà la fase 2? Io preferisco aspettare di accumulare i dati di qualche giorno prima di fare un’analisi, perché giorno per giorno si osservano variazioni,” spiega l’esperto. “Anche i dati non sono sempre omogenei. Gli unici dati veramente certi sono ricoveri e terapie intensive, perché sono censiti dagli ospedali. Il numero di positivi riflette le differenze rispetto al numero e estensione dei tamponi effettuati, mentre il numero di decessi può essere diverso a seconda di quanti possono sfuggire. Però se le tendenze di tutti e quattro i parametri (nuovi positivi, ricoveri, t.i. e decessi) sono consistenti si può provare a delineare un quadro generale!”
“Vediamo i numeri quindi. Ho preso in esame le quattro categorie di cui sopra per Lombardia ed Emilia Romagna che da sole rendono conto di oltre il 50% dei casi nazionali e Campania e Lazio che insieme rappresentano un altro 5-6%. Inoltre sono le regioni più colpite rispettivamente al Nord e al Sud. Ho rappresentato gli incrementi giornalieri assoluti, ovvero quanti casi in più rispetto al giorno precedente al 7 Aprile 2020 per ognuna delle categorie: positivi (pannelli A ed E), ricoverati (B ed F), T.I. (C e G), decessi (D ed H). In figura 1 i pannelli A-D sono per Lombardia e quelli E-H per Emilia-Romagna. In Figura 2 lo stesso per Lazio e Campania, rispettivamente. Allora, per Lombardia ed Emilia-Romagna positivi, ricoveri e T.I. sono in calo. Addirittura ricoveri e T.I. scendono in qualche caso anche sotto lo zero: cioè non solo non ci sono stati nuovi casi in quei giorni, ma il numero totale è inferiore al giorno precedente. I decessi hanno visto un aumento ma negli ultimi 6-7 gg iniziano a calare. Sono ancora tanti purtroppo, lo sappiamo, ma anche quella curva è destinata a scemare per fortuna.
“Nel Lazio ricoveri e T.I. sono anch’essi in calo e toccano anche valori negativi. Si vede poi una tendenza chiara alla diminuzione dei nuovi positivi. La curva dei decessi è ancora molto altalenante anche se si può forse intravedere una tendenza a calare. In Campania i ricoveri sembrano calare decisamente negli ultimi due giorni. Le T.I. fortunatamente non hanno un incremento giornaliero intenso e negli ultimi giorni sono intorno allo zero o negativi, il che conforta dato che questo è un indice della pressione sul SSN. La curva dei decessi in Campania ha iniziato a salire con un certo ritardo rispetto alle altre tre regioni in accordo con quella dei ricoveri: in Campania l’epidemia si è intensificata dopo rispetto a Lombardia, Emilia e Lazio, pur registrando un numero di casi inferiore. Sembra intravedersi anche lì un trend a diminuire ma la curva è ancora troppo instabile. Bisognerà vedere nei prossimi giorni. Quindi i segnali positivi ci sono, ma non sono omogenei geograficamente e neanche in termini quantitativi. Serviranno ancora alcuni giorni per vedere un assestamento più omogeneo.”
La fase 2, conclude Maga, “potrà essere impostata solo quando 1) sarà chiaro che tutte le regioni sono in regressione di epidemia e 2) i livelli di circolazione del virus saranno così bassi da consentire di abbassare il livello di rischio. E’ inutile fare troppe ipotesi sulle date. Una stima molto precisa della fondazione GIMBE di Nino Cartabellotta stima ai primi di Giugno l’esaurimento dell’epidemia. Potremmo quindi ipotizzare che in alcune zone, su base quindi locale e sempre tenendo conto dell’epidemiologia, ci possano essere dei graduali cambiamenti nelle misure già verso la metà di Maggio…forse. Il messaggio che vorrei dare è che: SI stiamo intravedendo l’uscita, ma NO non è ancora il momento di mollare. Rassegnamoci: a Pasquetta al posto della gita facciamo una bella partitona a Monopoli in casa che è meglio. Resistiamo!”


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