“Restare a casa anche il primo maggio? Credo proprio di sì, non è una situazione che si risolverà presto, dovremo essere rigorosissimi e cambieremo anche il nostro approccio con i contatti umani“: lo ha dichiarato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ospite di “Radio anch’io“. “Il Sud regge ma bisogna assolutamente prudenti, seguire alla lettera le indicazioni che sono state date“. “Dobbiamo andare avanti con il massimo rigore“. “Dobbiamo usare misure forti e precauzionali“.
Per Borrelli, l’attuale situazione legata alla diffusione del Covid-19 “ci permette di respirare, soprattutto per quanto riguarda le strutture sanitarie e in particolare le terapie intensive, che si stanno alleggerendo di un carico di lavoro che era molto più forte“.

Sul problema della forniture delle mascherine “se ne sta occupando il commissario Arcuri – chiarisce Borrelli – Abbiamo avuto una esplosione di domanda di mascherine, la domanda credo sia cresciuta di 20 volte, siamo arrivati a 100 milioni di mascherine circa al mese come fabbisogno del sistema sanitario con una realtà nazionale che non aveva la capacità produttiva perché non si produceva in Italia e si tratta di far partire anche una produzione nazionale mentre si continua nella ricerca e nell’importazione di mascherine dall’estero, soprattutto sulla base degli accordi bilaterali che si sono realizzati con la Cina. Dobbiamo continuare a importare fin quando ce n’è bisogno e far crescere una produzione nazionale“.
Sul rischio di una seconda ondata di virus, Borrelli dice: “C’è una possibilità di ritorno soprattutto per chi non è stato colpito, bisogna usare misure forti e precauzionali, per questo non voglio sbilanciarmi su aperture e modalità, valutazioni che devono esser fatte con attenzione e soprattutto ci deve essere anche un attento monitoraggio successivo di quello che è l’andamento della diffusione del virus“.
