Nonostante il Governo non abbia disposto alcun tipo di lockdown, in Svezia, finora sono morte a causa del Coronavirus 1.033 persone, di cui 594 uomini e 439 donne, secondo i dati forniti dall’Autorità di sanità pubblica e riportati dal Dagens Nyheter. Il numero di malati nel Paese “non è chiaro” ma 10.948 sono risultati positivi e 915 pazienti hanno avuto bisogno di cure intensive.
Fa discutere quello che ormai molti definiscono “il caso Svezia“, con i suoi 10mila casi su 10 milioni di abitanti (quanto quelli della sola Lombardia).
Le autorità dimostrano di essere consapevoli di ciò che potrebbe accadere (e che molto probabilmente accadrà) avvertendo l’opinione pubblica di aspettarsi migliaia di decessi nelle prossime settimane.
Aspre critiche all’inazione svedese giungono soprattutto dai vicini scandinavi, Danimarca e Norvegia, che proprio grazie ad un periodo di chiusura forzata sembrano aver arrestato la curva dell’epidemia e che ora temono contagi di ritorno, importati dalla Svezia.
Danimarca e Norvegia restano lontane dai 10mila casi (6.174 e 6.525, nell’ultimo aggiornamento, con metà della popolazione svedese) e la prossima settimana prevedono di riprendere la didattica nelle scuole primarie, mentre la curva dei contagi svedese ha subito un’impennata e sta crescendo rapidamente.
In Svezia, scuole superiori e università sono state chiuse, agli over-70 è stato chiesto di auto-isolarsi e sono stati vietati i raduni oltre le 50 persone; ai cittadini è stato chiesto di lavorare da casa dove è possibile, evitare viaggi non necessari e luoghi affollati, così come di seguire le regole di distanziamento sociale e di “comportarsi da adulti”, ma la maggior parte dei negozi, così come bar e ristoranti restano aperti.
