“La cruda realtà è più forte dei numeri e delle simulazioni. Nessuna tendenza può cancellare il dolore per la perdita di familiari amici e vite umani. Il numero delle persone che perderanno la vita continuerà a crescere“: lo ha affermato il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Protezione civile.
“Non siamo a pochi passi dall’uscita dall’emergenza, non siamo a pochi passi da un’ipotetica ‘ora x’ che ci riporterà alla situazione di prima. Nulla di più sbagliato di pensare a un liberi tutti“.
“Rinnovo la richiesta a non rendere inutili i sacrifici alle nostre spalle“.
“Il ‘bollettino della sofferenza’ evidenzia una parziale inversione di tendenza“. “Si fatica a gioire, continuiamo a registrare tanti decessi“.
“Nei prossimi giorni che ci separano dalla Pasqua non dimenticate mai che 16.523 vite umane sono state già sacrificate al nuovo Coronavirus. I dati ci dicono che le severe misure attuate stanno avendo effetto ma al più siamo all’inizio di un nuovo lungo periodo in cui bisognerà rispettare rigorosamente le misure di distanziamento sociale. Vi supplico di non commettere errori nei giorni di Pasqua che saranno fondamentali. Vi ricordo che le impietose simulazioni ci segnalano il pericolo reale di ciò che succederebbe se entrassimo senza rigore nel periodo 2 della gestione del contagio“.
“Oggi abbiamo distribuito 4,8 milioni mascherine alle regioni. Negli ultimi sette giorni erano state 20,8 milioni, nei precedenti 7 invece 20,5 milioni. Ci stiamo stabilizzando su una distribuzione sufficiente che avviene in tempi assai rapidi“.
“A ieri sera sono stati consegnati e installati 1904 ventilatori polmonari, 368 solo nell’ultima settimana, 53 al giorno. Ma c’è una chiara linea di indirizzo condivisa con il governo: terapie intensive meno sotto stress da qualche giorno e numero ricoveri che inizia a decrescere non modificano il nostro piano di implementazione, specie verso le regioni del sud. Abbiamo privilegiato le regioni del centro nord, travolte da uno tsunami imprevedibile per tutti, ma non dobbiamo costruire l’ennesima disuguaglianza in infrastrutture e dotazioni tra Sud e Nord del Paese. Per una volta pensiamo a come sarà il nostro Paese quando il Coronavirus sarà alle spalle“.

