Coronavirus, confronto tra Cina e Italia: la medicina tradizionale cinese e i suoi benefici contro la pandemia

Numerosi medici specialisti provenienti dalla Cina e dall'Italia si sono scambiati opinioni ed esperienze sull'uso della medicina tradizionale cinese nella lotta al Coronavirus

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Sono numerosi i medici specialisti provenienti dalla Cina e dall’Italia che hanno si sono scambiati opinioni ed esperienze sull’uso della medicina tradizionale cinese nella lotta contro la pandemia di COVID-19 in Cina durante la sessione italiana di un evento in diretta mondiale da Roma. Organizzato dalla World Federation of Chinese Medicine Societies (WFCMS), l’evento, intitolato “Expert Dialogue on Anti-Epidemic Experiences with Traditional Chinese Medicine“, ha richiamato mercoledi’, 22 aprile, oltre 90.000 spettatori in piu’ di 40 Paesi. I relatori sono esperti cinesi che hanno avuto esperienze di prima mano nella diagnosi e nella cura dei pazienti di COVID-19 a Wuhan, in Cina. Tra loro c’erano Zhang Boli, dell’Accademia cinese di ingegneria e presidente dell’Universita’ di Medicina tradizionale Cinese di Tianjin, Liu Qingquan, presidente dell’Ospedale di Medicina tradizionale Cinese di Pechino, e Zhang Zhongde, vicepresidente dell’Ospedale di Medicina tradizionale Cinese del Guangdong. Gli esperti hanno discusso l’efficacia della medicina cinese e occidentale nel trattamento di COVID-19 e del programma di medicina tradizionale cinese per la diagnosi e il trattamento di pazienti critici o gravemente malati.

Gli esperti medici e gli studiosi dell’Istituto Nazionale della Salute (ISS), del Policlinico di Roma, dell’Universita’ di Roma la Sapienza, dell’Universita’ di Roma Tor Vergata e di altre istituzioni hanno discusso con le loro controparti cinesi le modalita’ di utilizzo della medicina tradizionale cinese per sostenere il sistema immunitario, per analizzare la diffusione del virus dal punto di vista di queste tecniche e per utilizzare la medicina tradizionale cinese per alleviare gli effetti collaterali della medicina occidentale e promuoverne l’efficacia. Secondo Sun Chengyong, il consigliere scientifico e tecnologico dell’Ambasciata cinese in Italia, questo evento ha offerto una piattaforma per gli esperti dei due Paesi per coordinare i loro sforzi per combattere la pandemia e per scambiare idee. Nel suo discorso di apertura, Sun ha ricordato l’istituzione del laboratorio congiunto di medicina tradizionale cinese da parte del ministero della Scienza e della Tecnologia cinese e del ministero della Salute italiano nel 2006. Negli ultimi anni, il laboratorio congiunto ha compiuto grandi progressi nella ricerca cooperativa, negli scambi accademici, nella formazione del personale e nella comunicazione culturale sulle terapie di medicina tradizionale cinese. Alice Fauci, ricercatrice dell’Istituto Nazionale Italiano di Sanita’, ha affermato che e’ molto importante per gli specialisti medici cinesi condividere le loro esperienze in materia di coronavirus con i loro colleghi di tutto il mondo. Il WFCMS ha organizzato eventi simili di condivisione delle esperienze sin dallo scoppio della pandemia. Ad oggi si sono tenuti quattro scambi online tra esperti cinesi e stranieri, con la partecipazione di sei esperti di alto livello in materia di medicina tradizionale cinese, che erano in prima linea a Wuhan durante le prime fasi della pandemia.