Si chiamano Augusto Sinagra e Alfredo Lonoce. Sono due avvocati e hanno deciso, dopo aver minuziosamente raccolto fatti, date ed eventi, di denunciare il governo. Le accuse, in particolare, sono rivolte al premier, Giuseppe Conte, e i Ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese. Sostanzialmente, e gravemente, il governo italiano è accusato di aver troppo sottovalutato il pericolo dovuto al Coronavirus. Eppure, secondo i due legali e secondo i fatti raccolti, i nostri governatori non potevano non sapere. I campanelli d’allarme c’erano tutti.

15 maggio 2019. L’Ansa dirama una notizia, secondo la quale in Italia si conterebbe niente meno che il 30% di decessi da infezioni ospedaliere di tutta l’Unione europea. Il drammatico problema riguarderebbe soprattutto gli over 75. A illustrare lo studio compiuto su questa grave inefficienza è l’Osservatorio nazionale sulla salute e il direttore Walter Ricciardi calcola che i morti in Italia per infezioni contratte durante il ricovero siano 50 mila.
Dicembre 2019. In giorno non noto, i Servizi segreti americani allertarono l’omologo servizio nazionale circa ciò che stava accadendo nella provincia di Wuhan, in Cina. A sostenerlo è Fox News, autorevole emittente americana.
1° Gennaio 2020. Nel mondo e in Italia si diffonde la notizia di un’epidemia influenzale sconosciuta, che determina nei contagiati febbre e polmonite e risulterebbe molto pericolosa, maggiormente nelle persone anziane e fisicamente fragili.
16 Gennaio 2020. Prima relazione pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione del Covid-19 in cui si raccomanda, tra l’altro, di “rafforzare, in particolare nei pronto soccorso e nei dipartimenti di medicina d’urgenza, le misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni”.
20 gennaio 2020. Viene diffusa la notizia che il contagio si trasmette da uomo a uomo. La fonte è la National Healt Commission di Pechino.
Fiumicino è uno dei tre Aeroporti con voli diretti per Wuhan.
21 gennaio 2020. Si definiscono meglio le caratteristiche del nuovo morbo che sarebbe “causa di una nuova sindrome respiratoria acuta, con febbri e sintomi parainfluenzali che su persone anziane e debilitate ha prodotto gravi polmoniti, in alcuni casi letali”.
La Cina decide di isolare la Regione di Wuhan, con blocco di treni e aerei.
22 gennaio 2020. Le vittime da Covid-19 in Cina sono 17. Riunione della “Task Force” operativa del Ministero della Salute cinese e missione dell’OMS a Wuhan.
24 gennaio 2020. Il primo malato di Covid-19 risulta essere stato ricoverato in un ospedale di Wuhan l’8 dicembre 2019 e, non essendo ancora chiara la malattia, si parla di “malattia misteriosa”. Da quel momento, per sette settimane, da Wuhan sono partite verso il resto del mondo circa 30 mila persone al giorno.
Segnalato un caso sospetto di Covid-19 a Parma, si tratta di un musicista rientrato da Wuhan.
Primi tre contagiati in Francia.
“L’escalation delle notizie è preoccupante. Preoccupazione e cautela, tuttavia, sono un’altra cosa rispetto all’allarmismo che in questi giorni prolifera più velocemente del virus e rischia di fare gravi danni … La preoccupazione è anche sulla Cina, il regime tenta di mostrarsi al mondo come una potenza responsabile ma che secondo vari esperti ha preso precauzioni troppo deboli finora, e troppo tardi”.
31 gennaio 2020. A seguito del diffondersi delle notizie sul contagio in Cina, il governo – che pur dichiara come non ci sia nulla di cui allarmarsi – proclama per sei mesi lo stato di emergenza e fa pubblicare la delibera dalla Gazzetta Ufficiale del successivo 1 febbraio.
Tali preoccupanti notizie, riportate da importanti organi di stampa, non potevano non essere note al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai Ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese.
25 marzo 2020. Sono oltre cinquemila gli operatori sanitari italiani contagiati da Covid-19. Emerge da una lettera del Sindacato ANAAO ASSOMED al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaffero, in cui viene chiesto di intervenire immediatamente per garantire gli strumenti di protezione individuale.
Al contrario, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Avv. Giuseppe Conte, alla richiesta di provvedimenti urgenti di quarantena per coloro che, Italiani o stranieri provenivano dalla Cina, rispondeva irresponsabilmente che non bisognava provocare “allarmismi”.
Non è tutto: tra le plurime circostanze indicative del clima generale di irresponsabilità, si ricorda che fu consentito il 19 febbraio 2020 il regolare svolgimento della partita di calcio a Bergamo tra la squadra “Atalanta” e la squadra di Valencia (Spagna). A tale evento parteciparono allo Stadio circa 50 mila persone nella quasi totalità provenienti ovviamente da Bergamo, da Milano e da località viciniori.
Così pure non rileva il fatto che il Presidente del Consiglio dei Ministri “motu proprio” abbia posto in essere successivamente atti di portata amministrativa generale violativi della libertà di circolazione dei cittadini sul territorio nazionale o limitativi del diritto di iniziativa economica. Ci si riferisce agli artt. 16 e 41 della Costituzione che consente tali limitazioni solo con atti resi nella forma della legge.
Quel che rileva in questa sede è la inspiegabile e irresponsabile inerzia da parte del Presidente del Consiglio e dei Ministri direttamente coinvolti per specifiche competenze e responsabilità.
Incredibilmente il Prof. Avv. Giuseppe Conte in conversazione con la dr.ssa Lilli Gruber nel noto programma televisivo “8 e mezzo” (più o meno nella seconda metà di febbraio 2020) affermava tranquillamente che era stata adottata ogni misura necessaria a fronteggiare l’epidemia da Covid-19 già in atto sul territorio nazionale. Egli faceva specificamente riferimento alla adeguatezza dei presidi di emergenza degli ospedali. Non diceva il vero.
I dati numerici evidenziano che ad oggi i contagiati sono stimati in misura superiore ai 60 mila.
In proposito si deve sottolineare che il provvedimento governativo di isolare il territorio del Comune di Codogno (la cosiddetta “zona rossa”) e poi l’intera Regione Lombardia più il territorio di circa 14 Province in altre Regioni, fu adottato solo con Decreto dell’8 marzo 2020.
Conseguenza di questa tardiva azione governativa che definire maldestra è solo un eufemismo, è stata la diffusione (con un consistente numero di decessi ad oggi) anche al Centro-Sud d’Italia e nelle Isole, del contagio. Le disastrate condizioni del sistema sanitario per le stringenti regole del pareggio di bilancio e del rapporto pil/debito pubblico, avrebbero imposto interventi urgentissimi nell’allestimento di un numero adeguato di camere di terapia intensiva e di disponibilità con immediatezza dei necessari respiratori polmonari, come delle c.d. “mascherine”, e delle altrettanto necessarie misure di protezione per i medici e gli infermieri (e moltissimi di questi hanno perso la vita per tali mancanze e omissioni). Anche a tale riguardo l’azione del Governo è stata totalmente assente per non meno di tre settimane circa.
I deceduti non avrebbero raggiunto il detto impressionante numero, purtroppo ancora in crescita”.