Il Coronavirus ha avuto effetto anche sui dati Istat sul totale dei decessi, in particolare nei Comuni più colpiti dall’epidemia.
Nell’ultimo aggiornamento, eseguito su un campione di 1.689 Comuni, l’Istituto prende in considerazione il numero di morti tra il 1 marzo e il 4 aprile scorsi con lo stesso periodo dello scorso anno. Tra i Comuni maggiori, in particolare, in testa a questa triste classifica c’è Bergamo, che segna un +382,8% di decessi, seguono Crema (+322%) e Piacenza (+309,1%).
L’Istat ha inoltre rilevato un “aumento dei morti pari o superiore al 20 per cento nel periodo 1 marzo-4 aprile 2020 rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019“, nell’aggiornamento dei dati “anticipatori parziali relativi a una lista di comuni che viene ampliata settimanalmente e che in alcun modo possono essere considerati un campione rappresentativo della intera popolazione italiana“. Si tratta della terza diffusione di questi dati relativa ad una selezione di Comuni.
Ecco i dati dei decessi nel periodo 1 marzo-4 aprile di 39 comuni capoluogo forniti dall’Istat (il raffronto è sull’analogo periodo del 2019):
- Bergamo +382,8%
- Piacenza +309,1%
- Cremona +286,6%
- Lodi +261,5%
- Sanluri +250%
- Pesaro +218,5%
- Brescia +203,8%
- Parma +164,3%
- Biella +154,5%
- Imperia +127,5%
- Aosta +102%
- Como +86,4%
- Verbania +84,6%
- Carrara +81,7%
- Lecco +79,2%
- Monza +77,4%
- Varese +70,1%
- Novara +66,4%
- Pavia +60,2%
- Mantova +58%
- Genova +54,4%
- Rimini +49,7%
- Milano +49,3%
- Pistoia +43%
- Cuneo +39,1%
- Massa +36,4%
- Oristano +34,4%
- Asti +32,7%
- Savona +32,6%
- Modena +29,8%
- Alessandria +25,2%
- Cesena +23,9%
- Nuoro +23,5%
- Bologna +22%
- Verona +21,4%
- La Spezia +20%
- Grosseto +19,3%
- Foggia +13,2%
- Sondrio +6,5%
L’Istat ha inseguito precisato che l’aggiornamento settimanale dei dati sui decessi diffuso “tratta di dati anticipatori parziali relativi a una lista di comuni, presenti con dati affidabili, in Anagrafe Nazionale della Popolazione residente (ANPR), che viene settimanalmente aggiornata e ampliata. Anche in questa terza diffusione (aggiornamento al 16 aprile 2020) dei dati tempestivi di mortalità di fonte ANPR, l’Istat ha scelto di concentrare l’attenzione soltanto sui comuni che presentano almeno dieci decessi negli ultimi tre mesi (4 gennaio-4 aprile 2020 e che hanno fatto registrare un aumento dei morti almeno pari o superiore al 20 per cento nel periodo 1 marzo-4 aprile 2020 rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019“. “Molte agenzie e molti giornali online – hanno riportato erroneamente questa soglia minima del 20% dei decessi scelto come criterio di selezione dei 1689 comuni appena pubblicati come la percentuale di aumento dei decessi totali avvenuti in Italia dal quando si è diffuso il Covid-19. Al momento dai dati prodotti dall’Istat non è possibile fare alcuna sintesi dell’incremento dei decessi in Italia (cosi come nelle regioni e nelle province) nei primi quattro mesi del 2020 e alcun confronto con lo stesso periodo del 2019 perché non sono ancora disponibili i dati di tutti i Comuni italiani“.
