Coronavirus, Di Maio: “Le curve scendono ma non abbassiamo la guardia, oltre 30 Paesi hanno aiutato l’Italia”

"In altri momenti, vedere le strade vuote in queste giornate avrebbe rappresentato sicuramente un motivo di preoccupazione: ora sono una buona notizia"

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In Italia le curve dei contagi da Coronavirus “stanno scendendo”, ma “non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite del programma ‘Italia Sì’ su Raiuno. “In altri momenti, vedere le strade vuote in queste giornate avrebbe rappresentato sicuramente un motivo di preoccupazione: invece posso dirvi che vedere le strade vuote in questo momento, i controlli serrati della polizia, addirittura con droni ed elicotteri, posso dirvi che rappresenta una buona notizia”, ha detto il capo della diplomazia italiana, “Noi facciamo i controlli e mi dispiace se a volte ci sono lavoratori che stanno tornando o andando a lavoro e devono restare 40 minuti in coda. Ma stiamo facendo questi controlli perché c’è qualche furbo, una minima parte, ma il furbo in questo caso non fa male solo a se stesso, ma aumenta la possibilità di contagio. Le curve stanno scendendo ma non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia”.

E’ necessario, ha aggiunto Di Maio, “consolidare il lavoro fatto, perché se sbagliamo qualcosa in questa fase rischiamo di perdere tutto il lavoro fatto. Sono contento che in tutta la comunità internazionale sia stato riconosciuto il lavoro fatto dall’Italia – si parla di un modello Italia – L’ultimo studio di una rivista scientifica internazionale di pochi giorni fa dice che l’Italia, con le regole come le ha applicate, ha evitato 200mila ricoveri in ospedale. Un numero che non avremmo mai potuto sostenere”.

“Un mese fa l’Italia veniva vista come un caso a sé. Ho fatto incontri sia con i ministri europei sia con i ministri del G20, del G7, ho avuto tanti tipi di incontri”, ha ricordato Di Maio, “Un mese fa, l’atteggiamento era ‘ci dispiace per l’Italia, vi siamo vicini, ma qui non accadrà’. Poi, nel giro di qualche settimana purtroppo, tutto l’Occidente è stato colpito e quei Paesi che avevano sottovalutato molto il Coronavirus hanno alla fine visto capi di stato e di governo che facevano conferenze stampa per mettere in lockdown e dire ‘restate tutti a casa’ citando il modello italiano. Devo dire che sia nelle prima fase, sia in questa, come ministero degli Esteri abbiamo ricevuto una grande solidarietà e devo anche dire che degli oltre trenta Paesi che ci sono stati vicini in questo momento nessuno ha speso solo parole, ma ha sempre mandato aiuti. E posso dirvi che senza il lavoro fatto dal Ministero degli Esteri, dagli ambasciatori, dai diplomatici in tutto il mondo – senza far arrivare gli aiuti dall’estero – non avremmo mai potuto difendere i nostri infermieri, i nostri medici, le nostre forze dell’ordine con i dispositivi di protezione individuale”.

Quindi, ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano, “il lavoro dei diplomatici è stato cruciale. Ci sono degli ambasciatori nel mondo che hanno noleggiato dei magazzini perché c’è una corsa frenetica di tutto il mondo a comprare mascherine e ventilatori polmonari. Loro andavano dalle aziende con cui avevano contatti, acquistavano e chiudevano nei nei magazzini per evitare che quella commessa venisse acquistata da un altro Paese che magari arrivava con la valigetta piena di soldi e si portava via tutto. Sono state delle settimane veramente difficili e io sono orgoglioso di rappresentare il corpo diplomatico italiano perché hanno fatto un grandissimo lavoro”.