Giorgio Palù, docente emerito di microbiologia a Padova, spiega in un’intervista al Corriere della Sera le ragioni del divario tra Lombardia e Veneto in riferimento al tasso di mortalità per Coronavirus: la prima ha un tasso del 14% mentre la seconda regione fa registrare un dato fisso sul 3,3%.
“In Lombardia – ha spiegato l’esperto – hanno ricoverato quasi tutti, il 60% dei casi confermati, esaurendo presto i posti letto. Da noi, i medici di base e i Servizi d’igiene delle Asl hanno fatto filtro: solo il 20%. Tenendo a casa i positivi asintomatici si è evitato l’affollamento degli ospedali e la diffusione del contagio“. In Lombardia “nessuno si è ricordato la lezione della Sars. Che è stato un virus nosocomiale, così come lo è il Covid-19. A diffusione ospedaliera. La scelta della Lombardia di trasferire i malati dall’ospedale di Codogno, che era il primo focolaio, ad altre strutture della regione, si è rivelata infelice perché ha esportato il contagio, senza per altro che venisse monitorato subito il personale medico. Hanno agito sull’onda emotiva. Tutti dentro. Invece dovevano tenerne fuori il più possibile. Qualcuno non ha capito che questa non è un’emergenza clinica e di assistenza ai malati, ma di sanità pubblica“.
Coronavirus, esperto: in Lombardia “nessuno si è ricordato la lezione della Sars”
Coronavirus: "In Lombardia - ha spiegato l'esperto - hanno ricoverato quasi tutti, il 60% dei casi confermati, esaurendo presto i posti letto"