Coronavirus e Fase 2, Ministro Manfredi: “L’università rischia il crollo degli iscritti”

Coronavirus: il Ministro ha espresso preoccupazione per le "ricadute che la crisi economica potrebbe avere sulle iscrizioni all'università"

Il Ministro per la Ricerca e l’Università, Gaetano Manfredi, in un’intervista a La Stampa ha espresso preoccupazione per le “ricadute che la crisi economica potrebbe avere sulle iscrizioni all’università“. “Questa crisi ci ha insegnato che abbiamo bisogno di più competenza, ricerca, scienza” quindi “il rischio di un calo di immatricolazioni sarebbe un pessimo segnale per la ripartenza del Paese“. Dopo la crisi del 2008 si registrò un calo del 20% delle iscrizioni alle università, ed “ecco perché stiamo pensando di introdurre misure di sostegno economico per gli studenti”.
Manfredi poi ricorda che “solo quest’anno eravamo riusciti a tornare ai livelli pre-crisi, ma oggi siamo più  robusti, perché dopo quello shock venne introdotta la ‘no tax area’, che permette a un numero cospicuo di studenti provenienti da famiglie a reddito basso di non pagare le tasse universitarie“. Adesso “in base a una stima sulla riduzione dei redditi, moduleremo e amplieremo lo strumento della ‘no tax area’“.
Il titolare del dicastero assicura che dopo il 4 di maggio “riprenderanno a pieno regime le attività di ricerca negli atenei e negli enti pubblici” e “daremo la possibilità di svolgere attività individuali in laboratori, biblioteche e strutture per tirocini. Proseguirà, invece, la didattica a distanza fino a luglio“. Per quanto riguarda esami, lauree, esercitazioni, “lasceremo la possibilità agli atenei di prevedere la presenza fisica dello studente, a patto che si rispettino le prescrizioni di sicurezza sanitaria e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale“.