Nonostante in Italia si registri “qualche piccolo ma non trascurabile segnale” positivo, non bisogna cantare vittoria: lo ha affermato Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, in un’intervista a Il Messaggero. “E’ giusto programmare come fare a riaprire alcune attività anche con dei test, ma non bisogna farlo troppo presto, perché significherebbe vanificare tutti gli sforzi fatti“, spiega. In Lombardia “ad essere ottimisti, noi abbiamo dalle 7 alle 10 volte più infettati rispetto ai dati ufficiali. E’ evidente che il distanziamento è stato fondamentale per affrontare l’epidemia, ma persone che possono andare ad aggravarsi stando in casa purtroppo ce ne sono per forza“.
Per combattere il Coronavirus, “tutti i farmaci che abbiamo utilizzato da tempo hanno momenti e livelli diversi per essere impiegati. Sono tutti abbastanza deboli però: non abbiamo per quasi nessuno dati preliminari di esperimento nemmeno sugli animali“.
Coronavirus: “Giusto programmare la riapertura delle attività, ma non bisogna farlo troppo presto”
Coronavirus, Galli: "E' giusto programmare come fare a riaprire alcune attività anche con dei test, ma non bisogna farlo troppo presto"


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