Anche le persone gay, bisessuali ed altre categorie prima considerate a rischio potranno d’ora in avanti donare il sangue negli Stati Uniti con molta più facilità: in particolare i gay saranno considerati idonei a farlo dopo tre mesi di ‘astinenza’ sessuale. L’emergenza coronavirus e il crescente bisogno di trasfusioni hanno convinto la Food and drug administration (Fda) ad allentare tutta una serie di restrizioni alle donazioni di sangue previste nei confronti di vari gruppi di individui. In particolare quelli considerate a più alto rischio di trasmettere il virus Hiv.
Le nuove linee guida accorciano così il periodo di ‘attesa’ per poter donare il sangue dagli ultimi rapporti sessuali dai 12 mesi stabiliti in precedenza a soli 3 mesi, per tre categorie di persone: uomini che hanno avuto incontri sessuali con altri uomini, donne che hanno avuto rapporti con uomini che li avevano avuti con uomini; individui che recentemente si sono fatti tatuaggi o piercing. L’agenzia governativa Usa ha inoltre alleggerito i limiti alle donazioni – sempre dai 12 mesi ai 3 – per chi ha viaggiato in paesi affetti da malaria diffusa, e per le persone che hanno trascorso del tempo in paesi europei con la presenza della malattia di Creutzfeldt-Jakob Disease. Un limite che ha in passato impedito anche a molti italiani di poter essere donatori. Peter Marks, direttore di una divisione della Fda, ha fatto presente che in questo modo decine di migliaia di persone in piu’ saranno idonee a donare sangue.
