“Stiamo lavorando, in collaborazione con il governo, altri enti e il mondo della ricerca, per avviare immediatamente un’indagine sulla popolazione che aiuti a fare il punto sulla diffusione reale del virus“: lo ha spiegato, in un’intervista al Foglio Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istituto di statistica ed ordinario di Demografia all’Università di Milano Bicocca. “L’Italia ha una demografia molto anziana. I primi due mesi di quest’anno per la mortalità erano stati buoni, con livelli più bassi rispetto agli stessi mesi del passato. E’ brutto dirlo, ma la mortalità aveva risparmiato soggetti fragili, i primi poi a cadere quando è arrivata la ventata indotta dal Covid-19. I dati sulla mortalità diffusi ieri dall’Istat mettono in evidenza questo paradosso. E’ ancora presto per fare stime sui decessi. Ci sono i morti da Covid, quelli colpiti indirettamente da Covid, che per l’ingolfamento e la debolezza della struttura sanitaria non hanno potuto avere la cura dovuta, e poi ci sono le morti non legate alla pandemia. Nel complesso c’è stato un aumento molto importante e lo scopriremo a conti fatti. Ma ricordiamoci sempre, quantomeno, che questa non è la ‘spagnola’, quando ci furono più di mezzo milione di morti in Italia“.
“Siamo da quarant’anni un paese che non è stato capace di garantire il ricambio generazionale; una società che ha livelli record di bassissima natalità. Se non c’è ricambio, il sistema a lungo andare implode. Temo che questo periodo di clausura, che dovrebbe in teoria favorire le nascite, come i ‘blackout newyorchesi’, sia invece una clausura basata sulla paura e che rischia di portarci verso un ulteriore drammatico calo delle nascite. Perché un deterrente sulle nascite che incide molto è la prospettiva di futuro, il guardare avanti; ed è chiaro che questa situazione ha reso sempre più difficile avere una prospettiva di futuro prevedibile“, ha proseguito Blangiardo. “Quando ci fu Chernobyl e cadde sulle nostre teste una pioggia radioattiva ci fu una sospensione che condizionò molti comportamenti, compresa la natalità, anche se risolvemmo il tutto in tempi più brevi. Questa volta è più grave, l’effetto è percepito in modo più espansivo nel tempo. Dal punto di vista della progettazione della natalità mi illudo, spero, che ci possa essere un vero ‘déjà vu’ da secondo Dopoguerra. Stiamo vivendo una fase drammatica, abbiamo per adesso le riserve economiche, ma sono i primi giorni della guerra, quando c’è un accumulo di ‘risparmio’ che ci aiuta. Lo Stato si indebita e sopravviviamo“.
Il presidente Istat, in un’intervista ad “Avvenire” ricorda inoltre che a marzo 2019 i morti per polmoniti varie sono stati 15 mila, e quindi sono morte più persone per malattie respiratorie di quest’anno per Coronavirus. “Stiamo collaborando intensamente con il ministero della Salute per costruire indagini sul campo che ci aiutino a vedere la parte sommersa dell’iceberg Covid“, spiega Blangiardo. Verranno studiato gli asintomatici e i paucisintomatici “insomma quel popolo invisibile dei malati che si curano da soli, o che non sanno neanche di aver contratto il virus. Stiamo costruendo un’indagine, ma la procedura sarà diversa da quella tradizionale. Si tratterà di cogliere un campione molto ampio e rappresentativo della popolazione italiana, che sarà analizzato con procedure sanitarie: tamponi, esami del sangue, ecc. Cerchiamo di capire anche il cosiddetto effetto gregge“.


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