I numeri “indicano un miglioramento, ma i nuovi casi scendono lentamente. E questo perché in particolare in alcune aree c’è un gran numero di infetti: è il caso della Lombardia, dove insieme ad alcune aree del Veneto, del Piemonte, delle Marche e della Toscana si concentra il grosso della trasmissione. Il problema è che si iniziano a vedere troppe persone in giro. Ecco, il pericolo vero è di mollare prima del tempo. Ma le regole ci sono e vanno rispettate“: lo ha dichiarato all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità.
“Bisogna dire che i contagi segnalati dalla Protezione civile sono avvenuti in media 10 giorni prima del tampone, dunque i dati giornalieri non fotografano la situazione attuale. Ce lo dice anche il fatto che la pressione sugli ospedali è diminuita. Mentre i riflessi sul numero di decessi si vedranno fra qualche tempo. Ora la trasmissione è intra-familiare, poi c’è il caso delle Rsa. Il problema è che non dobbiamo pensare che il pericolo sia passato. Si sta pensando alla riapertura, che dovrà essere graduale e progressiva, ma è importante il rispetto delle regole, che ci sono e sono chiare“.
Coronavirus: in Italia “si iniziano a vedere troppe persone in giro, ora la trasmissione è intra-familiare”
Coronavirus, Rezza: "Il problema è che si iniziano a vedere troppe persone in giro. Ecco, il pericolo vero è di mollare prima del tempo"


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